Il Tirreno

Grosseto

Tiberi presidente Fiora conferma per Pizzari

Tiberi presidente Fiora conferma per Pizzari

L’amiatino scelto dall’assemblea dei soci dopo la riunione dei sindaci del Pd «So che si tratta di un impegno importante, continuerò il buon lavoro di Ceroni»

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Come deciso dai sindaci nella riunione di venerdì scorso, è l’amiatino Tiberio Tiberi, ingegnere, 59 anni, il nuovo presidente di Acquedotto del Fiora spa. «So che si tratta di un impegno importante – ci ha detto ieri a caldo –, ma sono pronto a mettercela tutta per continuare il buon lavoro di Ceroni».

Si è riunita ieri, infatti, l'assemblea dei soci del gestore del servizio idrico integrato, nel corso della quale è stato nominato il nuovo consiglio di amministrazione. Per la parte pubblica sono stati dunque nominati Tiberio Tiberi (presidente), Biancamaria Rossi, Gusmano Pallini, Roberto Renai e Leonardo Brogi. Il socio privato ha confermato Paolo Pizzari, Alberto Irace, Gabriella Paolella e nominato Leonardo Pagni. L'assemblea ha inoltre approvato una mozione di indirizzo da parte dei Soci di parte pubblica, presentata dal sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi, in cui si invitano i nominati negli organi delle società partecipate a rimettere il loro mandato al nuovo Cda, considerato il sostanziale rinnovo della rappresentanza pubblica nell'organo di amministrazione di Acquedotto del Fiora Spa. Nella mozione viene anche chiesto al nuovo presidente del Cda di attivarsi per raggiungere accordi formali tra i soci pubblici per regolare la governance di Acquedotto del Fiora.

Sulla vicenda parla il sindaco di Scarlino, Maurizio Bizzarri, che contesta quanto dichiarato nei giorni scorsi da Marco Simiani. Siamo ancora, è bene chiarire, alle schermaglie precongressuali. Il Pd è così. «In questi giorni ho letto articoli e sfoghi – scrive Bizzarri –, su come sarebbe stata gestita la vicenda Acquedotto del Fiora conclusasi stamani con la nomina di Tiberio Tiberi. Siccome ho partecipato a quanto è successo, non ci sto a leggere certe ricostruzioni dei fatti. La soluzione della vicenda è stata trovata attraverso democratica discussione fra i sindaci PD, che essendo la maggioranza (e non mi sembra sia reato) si sono assunti l'onere della proposta come spetta di prassi nelle assemblee alle maggioranze relative. Nel fare questa scelta, siamo partiti discutendo quali criteri debba avere la figura del presidente e cioè competenze politiche e tecniche allo stesso tempo. Politiche perché dovrà rapportarsi direttamente con il territorio, le istituzioni e i cittadini cercando di risolvere e mediare le problematiche, come bene ha fatto in questi anni Claudio Ceroni. Tecniche perché ci vorranno competenza e curriculum adatti al ruolo da ricoprire. L'ingegner Tiberio Tiberi è la persona che coniuga in sé queste peculiarità e il suo nome è uscito da una confronto sereno fra le proposte di altri candidati altrettanto capaci, solo che su di lui è stata trovata la più ampia convergenza».(g.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino