Il Tirreno

Grosseto

La direzione lavoro: «Siamo pochi ma non chiudiamo»

di Enrico Pizzi

La direttrice risponde alla Cgil: «Chi vuole può contattarci con email o venendo di persona. Facciamo il possibile»

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GROSSETO. «Gli ispettori che abbiamo a disposizione saranno impegnati nelle ispezioni e, per il mese di agosto, si sospenderà solo il servizio di turno, ma le segnalazioni dei lavoratori potranno essere regolarmente ricevute attraverso la posta elettronica o consegnate anche a mano». Mariafrancesca Santoli, direttore della direzione del lavoro di Grosseto, non nega le ristrettezze in cui è costretta a organizzare il suo ufficio, ma da qui a dire che l'ispettorato chiude, nel mese di agosto, come ha sostenuto il segretario provinciale della Cgil, Claudio Renzetti, ce ne corre. «Il nostro lavoro - dice - prosegue regolarmente, abbiamo in atto vertenze che ci occuperanno per tutto agosto, continua a funzionare regolarmente l'urp e l'unica cosa che sospendiamo, dal 5 al 31 agosto, è il servizio di turno: un ispettore che il martedì e il giovedì raccoglie le segnalazioni. Visto il periodo estivo ho ritenuto più opportuno destinare questa risorsa alle ispezioni che facciamo sul territorio. Ma chi vuole inviare segnalazioni può farlo per e-mail o portandole a mano, saranno tutte verificate e vagliate». L'ufficio di Grosseto può contare, oggi, su 9 ispettori, di cui al momento solo 5 operativi, e su 3 carabinieri. Con queste forze nei primi 6 mesi dell'anno sono state effettuate 440 ispezioni che hanno consentito di trovare 78 lavoratori in nero e hanno portato alla sospensione di 25 attività che occupavano in nero, ciascuna, oltre il 20 per cento della forza lavoro di cui avevano bisogno. «Le ultime due attività che abbiamo sospeso, giovedì scorso, - dice Mariafrancesca Santoli - sono un bar gestito da cinesi e un'attività di ristorazione di kebab». Il fenomeno del lavoro irregolare è crescente, in provincia di Grosseto. Anche per questo le poche forze a disposizione vengono dirottate il più possibile su questo fronte, senza trascurare, per esempio, la delicata questione dell'avviamento al lavoro delle persone disabili o i controlli sui contratti di lavoro e sui datori di lavoro, per conto dello sportello unico che la prefettura ha per gli immigrati. Senza considerare, poi, i controlli sulle aziende che, in numero sempre maggiore, fanno ricorso alla cassa integrazione in deroga per ristrutturazione o per crisi, o per ambedue i motivi. Tra i fenomeni di cui si registra una crescita - complice la crisi - c'è un crescente ricorso ai licenziamenti cui fa da contraltare una crescita del lavoro nero, ma anche del cosiddetto "grigio", forme di elusione delle normative attraverso l'utilizzo improprio di contratti di lavoro atipici che sempre più spesso nascondono pagamenti per lo più in nero. È il caso, per esempio, dei contatti a chiamata, nei lavori stagionali, con comunicazioni fatte solo sporadicamente alla direzione provinciale del lavoro e che emergono solo a ottobre, «Quando i lavoratori - spiega Mariafrancesca Santoli - si accorgono di non avere raggiunto il numero di giornate necessarie per poter avere la disoccupazione e allora vengono da noi e fanno vertenza». La spending review sta sicuramente facendo i suoi danni in termini di smantellamento dei servizi pubblici sul territorio e proprio oggi si saprà se nel disegno di riorganizzazione delle direzioni provinciali del lavoro Grosseto rischierà di essere tra le 54 direzioni, su 190, da tagliare e accorpare, per esempio, con Siena, ma tutto questo al momento non ha a che vedere con l'organizzazione che è stata data per il mese di agosto all'ufficio di Grosseto.

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