Il presidio
Ad Alberese il polo dell’agroalimentare made in Tuscany
GROSSETO. Ad Alberese, all’interno dell’azienda agricola, nascerà il nuovo polo per l’industria e la trasformazione agroalimentare toscana. La giunta provinciale, nei giorni scorsi, ha approvato il...
GROSSETO. Ad Alberese, all’interno dell’azienda agricola, nascerà il nuovo polo per l’industria e la trasformazione agroalimentare toscana. La giunta provinciale, nei giorni scorsi, ha approvato il protocollo d'intesa che formalizza la partecipazione e gli impegni dei vari partner che aderiscono al progetto. Un atto che segue la dettagliata delibera regionale, approvata ad aprile, con cui il polo è stato ideato e finanziato.
Negli ultimi mesi Regione Toscana e Provincia di Grosseto hanno costituito un gruppo di lavoro ad hoc per il progetto, nel quale è coinvolto il mondo scientifico e della ricerca che opera in Toscana nel settore agroalimentare.
Sono già disponibili, per la fase di avvio, circa 3 milioni di euro (2 milioni e 200mila di contributi regionali, 800mila quelli della provincia di Grosseto). In questa fase la struttura partenariale scelta è quella dell’associazione temporanea di scopo (Ats), da tipizzare ed eventualmente trasformare in soggetto con personalità giuridica in un successivo momento ma non prima dell’approvazione del nuovo regolamento sullo sviluppo rurale e delle sue disposizioni attuative da parte della Commissione Europea.
Per quanto riguarda gli spazi la Regione Toscana si è impegnata, attraverso l’ente Terre Regionali Toscane a mettere a disposizione del nuovo polo agroalimentare adeguati locali di sua proprietà all’ex Enaoli e al Granaio Lorenese di Spergolaia, nel parco della Maremma (nelle strutture dell’attuale centro tecnico aziendale).
Il futuro polo, che sarà localizzato a Rispescia e Alberese, sarà protagonista nella politica di difesa e valorizzazione del made in Tuscany agroalimentare e in particolare della filiera corta, sia a livello di produzione primaria sia per i prodotti trasformati.
Le filiere interessate, in questa fase di avvio, saranno quella olivicola, quella cerealicola, quella zootecnica e quella ittica. «Ci crediamo – ha detto recente l’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori – il Polo dovrà essere un punto strategico per la valorizzare la filiera corta e il made in Tuscany – e speriamo possa rivestire in futuro un ruolo importante nella politica agroalimentare in Toscana diventando un punto di unione fra il mondo della ricerca, che in Toscana vanta tanti centri d’eccellenza, e quello della produzione e della trasformazione».
«Il comparto agroalimentare – secondo il presidente della Provincia, Leonardo Marras – è uno dei pochi a non perdere posizioni sotto i colpi della crisi, con l’export che nel 2012 ha raggiunto un fatturato complessivo di 31,8 miliardi di euro. Con questo investimento e le sinergie che potremo realizzare con il mondo universitario e della ricerca applicata, gettiamo le basi per dare una prospettiva più solida all’intera filiera agroalimentare, dal campo allo scaffale della grande distribuzione. E lo facciamo a due anni dall’Expo di Milano che sarà appunto dedicata all’agroalimentare».
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