Trovato osso umano sulla spiaggia di Principina
È stato scoperto da un medico in vacanza: potrebbe trattarsi di un femore Il mare lo avrebbe usurato parecchio, segno che è rimasto in acqua a lungo
PRINCIPINA A MARE. Lei, di mestiere fa il medico ed è specializzata in Ortopedia. Quando due pomeriggi fa, sulla spiaggia di Principina a Mare, davanti al bagno le Nazioni ha visto quell’osso ha avuto pochi dubbi. E ha chiamato i carabinieri. Secondo il medico infatti, poteva trattarsi di un resto umano. Il dottore di Pavia in vacanza sul litorale maremmano ha chiamato subito i carabinieri di Marina che sono arrivati sulla spiaggia per portare via quell’osso. La parte di un arto inferiore, probabilmente un femore, che era rimasto sotto un tronco vicino alla battigia. Sarebbero stati dei bambini che giocavano con quel pezzo di legno a smuovere la sabbia che ha restituito quell’osso. La dottoressa lo ha preso e lo ha portato subito via avvertendo i militari che ieri mattina hanno provveduto ad inviare quello che era stato trovato sull’arenile di Principina all’istituto di anatomia patologica per essere analizzato.
Sulla spiaggia, dopo le mareggiate, di ossa se ne depositano parecchie. Ossa di animali, la maggior parte delle volte, che arrivano lì portate dall’Ombrone. Ossa che restano in mare e che poi si adagiano sulla spiaggia. Ma rispetto a quelle che spesso e volentieri i bagnanti e i bambini trovano sulla battigia e che appunto costituiscono lo scheletro di animali, quello scoperto martedì pomeriggio potrebbe appartenere a un uomo. Almeno così sembrerebbe, secondo il parere del medico che ha scoperto quel reperto.
I carabinieri hanno battuto palmo a palmo la battigia vicina al bagnetto le Nazioni, per vedere se c’erano anche altre ossa, o frammenti, che appartenessero a uno scheletro trascinato in Maremma dalla corrente. Ma di altre parti, che avrebbero magari svelato qualche elemento in più, non c’era traccia a Principina a Mare. Quello che è apparso subito chiaro, è che quell’osso, in acqua, c’era stato parecchio prima di finire sulla spiaggia. Il suo stato d’usura era avanzato e ora spetterà al laboratorio di analisi della medicina legale dire da quanto tempo si trovasse in balia delle onde.
Un elemento, questo, che ha subito portato i carabinieri a scartare alcune ipotesi: come quella che quel ritrovamento portasse dritti allo scheletro di Jimmy, il ragazzo di 26 anni scomparso tre mesi fa durante un’immersione a Punta Ala. Impossibile proprio a causa dello stato d’usura del reperto. Jimmy, quando si è immerso, indossava la muta. Ed è quindi impossibile che dopo tre mesi in mare, il suo scheletro fosse già in uno stato così avanzato d’usura. Ben più probabile che quel reperto appartenesse a qualcuno disperso in mare da molto più tempo. E arrivato chissà da dove sulle rive della Maremma, trasportato da una delle tante mareggiate estive.
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