Il Tirreno

Grosseto

Roccatederighi: convivenza possibile fra sagre e ristoranti

di Gabriele Baldanzi
Roccatederighi: convivenza possibile fra sagre e ristoranti

Le tovaglie che pubblicizzano la festa del paese distribuite nei locali: «Basta non far prevalere il cibo sul resto»

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GROSSETO. Sagre vs Ristoranti. Associazioni di categoria contro pro loco e feste di paese.

È uno dei tormentoni classici dell'estate, adesso ulteriormente alimentato dalla crisi. Eppure non è sempre così. Succede, per esempio, che una festa di paese - il Medioevo nel Borgo di Roccatederighi - la si trovi addirittura sponsorizzata nelle tovagliette di carta monouso che alcuni bar, ristoranti e pizzerie (da Massa Marittima a Grosseto, passando per Follonica) utilizzano in tavola, sui banconi o come coprivassoio.

In pratica uno spot a Roccatederighi, con l'invito a visitarla nei giorni 9, 10, 11 agosto in occasione di una festa, nata esattamente 20 anni fa, che la gastronomia l'ha sempre considerata opzionale.

«Il nodo è proprio quello: quanto è centrale la somministrazione di alimenti e bevande e poi la durata della kermesse - spiega Giulio Galdi, rocchigiano ai vertici dell'Unpli, l'associazione delle pro loco - chi sceglie di venire al Medioevo di Roccatederighi e di pagare un biglietto ormai sa cosa trova, sa che l'offerta di cibo è accessoria. Qui si possono trascorrere diverse ore girando per le bancarelle, giocando come facevano i nonni, assistendo a spettacoli che capita di vedere una volta all'anno. A fronte di circa diecimila accessi in tre giorni (prevalentemente dalla costa), coloro che si siedono nelle taverne per mangiare sono una nettissima minoranza. Tanti, invece, i visitatori che entrano nel centro storico dopo aver cenato in zona, al punto che alla Rocca e nei paesi limitrofi proprio in quelle serate i ristoratori e i bar fanno il pieno».

La pro loco di Roccatederighi, che da sempre punta molto su un certo tipo di promozione, quest'anno oltre ai 10 mila volantini per divulgare Medievo e Palio, ha puntato su un nuovo veicolo pubblicitario - le tovagliette di carta da mettere a disposizione degli esercenti - a partire dal comprensorio comunale, ma non solo.

«Abbiamo stampato cinquemila pezzi - sono parole del presidente Franco Boscagli - li stiamo consegnando nei bar, nelle pizzerie, in alcune tipologie di ristorante. C'è chi c'ha detto “no, grazie”, ma la maggioranza le ha prese e le sta usando. È il segno che si può convivere laddove si usa buon senso. Il nostro ultimo scopo infatti è quello di portare via i clienti ai ristoranti. Più di una volta di fronte a proposte di allungare i festeggiamenti o di creare stand gastronomici abbiamo detto no, preferendo puntare tutto sulle tradizioni storico-culturali. Fino a ora ha funzionato e anche l'ultima coraggiosa operazione di promozione dimostra che il messaggio sta passando».

Il vicesindaco di Roccastrada Francesco Limatola ci viene ogni anno, con la famiglia, a Medioevo nel Borgo e conferma che la festa non è mai entrata in concorrenza con il comparto della ristorazione.

«Il Medioevo di Roccatederighi è qualcosa di molto diverso da una sagra e c'azzecca poco con il dibattito in essere. Noi, come amministrazione, cerchiamo di venire incontro a chi fa promozione al territorio. Il proliferare selvaggio di certe kermesse improntate solo sulla gastronomia non è, per fortuna, un problema di Roccastrada. Qui c'è un associazionismo consolidato e i giorni dedicati a manifestazioni popolari risultano sempre gli stessi, da sempre. Addirittura nel capoluogo sono proprio i commercianti a organizzare la sagra della patata (prevista nel prossimo fine settimana - ndr) magari trascurando in quei giorni i propri esercizi e coinvolgendo anche le attività di ristorazione che ricadono all'interno dell'area della festa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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