Mille firme contro la nuova viabilità decisa dal Comune
Via Sauro e dintorni diventano a senso unico. Rabbia tra abitanti e commercianti: ci costerà 3mila chilometri in più all’anno
No, cambiare quattro cartelli stradali e farcire un’area di sensi unici non è uno scherzo. Lo sanno i residenti e i commercianti delle parti di via Sauro (lato ferrovia) e ora lo sa pure il Comune. Sì, perché quella che sembrava una sciocchezza è divenuta l’ennesimo smacco per un quartiere «lasciato a se stesso» come dicono diversi barbanellini. Il Comune si trova così a dover fare i conti con una petizione messa in piedi da un comitato nato ad hoc. Petizione che già sfiora quota mille adesioni.
Il caso. Sono trascorsi appena dieci giorni da quando l’assessorato alla viabilità, guidato da Arsenio Carosi, ha dato il la a una piccola rivoluzione: la stretta via Sauro, gonfia di auto parcheggiate su entrambi i lati della carreggiata, è “ridotta” a strada a senso unico di marcia. Così come a senso unico vengono messe anche le vie Populonia, Volsinia, Ansedonia e Orazi. Il traffico in via Sauro diminuisce, così come gli incassi dei commercianti. I residenti, dal canto loro, sono ingarbugliati in girate panoramiche, figuriamoci i turisti. Parte dunque la raccolta firme.
Il viaggio. Una passeggiata l’abbiamo fatta anche noi. Arriviamo da via Giusti e superato il rondò (provvisorio) svoltiamo a sinistra in via Sauro. Un caffè al bar e poi di nuovo in sella allo scooter per tornare in via Giusti. Bene, siamo costretti a percorrere tutta via Sauro in direzione della ferrovia e non basta. Superiamo le vie Populonia (divieto di accesso), Volsinia (altro divieto) e Ansedonia (cartello rosso, sbarra orizzontale). Poi, ecco la strada privata degli Orazi: la imbocchiamo e dopo qualche centinaio di metri ci ritroviamo di nuovo in via Ansedonia e dunque in via Sauro. Meglio proseguire oltre e uscire all’inizio di via Telamonio per poi ritornare alla rotatoria “provvisoria” da cui inizia via Giusti. Risultato? Abbiamo percorso quasi due chilometri e mezzo.
La soluzione. Ma cosa chiedono dal comitato di via Sauro? Anzitutto che almeno una o due delle vie che costeggiano l’arteria principale cambi senso di marcia: «Da quando hanno modificato i segnali – dice Ferdinando, titolare del caffè De Santis – questa zona è finita nel dimenticatoio. Anche in seguito alle proteste nessuno è venuto da noi a parlare, né dall’amministrazione, né dalle associazioni di categoria. Mercoledì consegneremo le firme in Comune. Siamo pronti a sit-in e proteste clamorose». Gli fa eco Andrea, uno dei residenti della zona: «Con l’obbligo di svolta a destra messo in via Populonia, per andare verso via Giusti, distante cento metri, dobbiamo fare due chilometri e mezzo: occorre percorrere via Sauro fino al ponte dei Macelli, svoltare verso via Fabio Massimo, percorrerla tutta e fare un tratto di via Giulio Cesare, fino alla rotatoria. Ripetuto quattro volte al giorno fanno 10 chilometri, oltre 3mila annui. E con gli attuali prezzi del carburante non sono pochi». No, cambiare quattro cartelli stradali e farcire un’area di sensi unici non è uno scherzo.
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