Lavoratori divisi e sindacati spaccati Oggi in tribunale
GROSSETO. La firma su quella cassa integrazione, la Cgil, l’avrebbe messa oggi. Dopo l’udienza fissata per questa mattina al tribunale di Grosseto, per l’ammissione della Mabro alla Prodi bis. E dopo...
La firma su quella cassa integrazione, la Cgil, l’avrebbe messa oggi. Dopo l’udienza fissata per questa mattina al tribunale di Grosseto, per l’ammissione della Mabro alla Prodi bis. E dopo l’assemblea dei lavoratori fissata nel pomeriggio. Ma sulla scelta dell’organizzazione sindacale, si è scatenata una bufera.
Ventisette lavoratrici della fabbrica di via Senese hanno firmato e inviato un documento per esprimere il proprio dissenso su questa scelta. «Perchè volete la chiusura della Mabro?», chiedono alle colleghe e ai colleghi della Cgil. «Ci vuole una bella dose di irresponsabilità - scrivono - per non firmare la richiesta della cassa integrazione come ha fatto la Cgil. Hanno sempre detto di difendere il lavoro, ma se la cassa integrazione non dovesse arrivare, sappiamo tutti chi dobbiamo ringraziare».
Dal canto loro, Cisl e Uil sono sullo stesso tenore. Lo scontro non è vicino al fermarsi, quindi. «Con una decisione incomprensibile, pericolosa e autolesionista - scrivono i segretari della Femca Cisl Fabio della Spora e della Uiltec Uil, Roberto Franceschetti - la Filctem non ha firmato la richiesta di cigs da inviare al ministero del Lavoro. Eppure proprio insieme alla Cgil, in accordo con la Regione Toscana, la Provincia di Grosseto, e il Comune, siamo andati al ministero a chiedere la rettifica del procedimento». Ma su quell’esame, per la Cisl e la Uil, è pesata l’udienza di questa mattina, davanti al giudice, che dovrà decidere se attivare la Prodi bis per la Mabro.
«A fronte dell’udienza per l'ammissibilità della Prodi bis - scrive il segretario della Filctem Cgil Furio Santini - fissata per domani, rileviamo invece sia la forzatura sui tempi imposta dall'azienda, che ritiene così di avere una posizione di vantaggio, sia la piena acquiescenza di Cisl e Uil nell'assecondare ogni sua stategia. Ci siamo dannati l'anima per poter ottenere il rinnovo della cassa integrazione e, anche se modificato nella tipologia, lo avremmo comunque sottoscritto per responsabilità nel giro di un giorno. Se si voleva un percorso unitario bastava aspettare un attimo. A parole tutti i sindacati, oltre che tutte le istituzioni, vorrebbero la Prodi bis; se domani un giudice esamina la questione è soltanto perchè lo ha chiesto la Filctem Cgil. Da parte loro CISL e UIL, che erano certe sarebbe avvenuto, aspettavano che la parte datoriale la presentasse entro lo scorso 30 giugno. Senza voler offendere l'intelligenza delle persone, la “celerissima” tempistica della convocazione non ci è apparsa estranea all'udienza di oggi». Secondo la Cgil, la proprietà della Mabro ha voluto effettuare una forzatura sui tempi, «convinta di ottenerne un vantaggio che non ha niente a che vedere con la cassa integrazione». «Ed ancora una volta Cisl e Uil di categoria si sono appiattite sulla posizione del datore di lavoro», conclude la Cgil.
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