Sanità, Paffetti al contrattacco
Il sindaco ribatte a chi l’accusa di non fare niente: «Lottiamo ogni giorno, i responsabili sono altri»
ORBETELLO. «Mi spiace che si continui a parlare di immobilismo da parte mia sul fronte della sanità e vorrei far capire alla gente di come la strumentalizzazione politica e demagogica che si sta facendo su questo argomento sia l’unica cosa veramente improduttiva che la comunità della zona sud non si può permettere».
Così il sindaco di Orbetello Monica Paffetti respinge al mittente tutte le accuse e le polemiche degli ultimi giorni e fa un ulteriore aggiornamento sulla situazione in vista dell’incontro con i vertici dell’Asl 9 di venerdì prossimo: «Le lamentele non dovrebbero giungere a questa amministrazione che, insieme agli altri sindaci, giornalmente e da tempo sta combattendo questa battaglia, ma a chi ai piani alti sta lavorando per smantellare realtà come la nostra, tagliando e chiudendo senza criterio. Anche ieri – continua Monica Paffetti – mi sono sentita in videoconferenza con i sindaci toscani dei territori su cui sorgono i piccoli ospedali, come Volterra ad esempio, e tutti siamo alle prese con il non facile compito di firma dei patti territoriali. Come sindaco di Orbetello e come presidente della conferenza zonale delle colline dell’Albegna sto lavorando in un confronto diretto con il direttore generale dell’Asl e con la regione Toscana, rimanendo sempre ferma sulla posizione di opporci e di non accettare proposte che siano restrittive o riduttive dell’ospedale di Orbetello. Si lavora mettendo intorno al tavolo tutti e otto i sindaci della zona sud, perché l’unico modo che ci permetterà di evitare il ridimensionamento è che questo sia considerato zonale, in rete con il presidio di Pitigliano. E per far sì che ciò accada tutti i sindaci devono fare quadrato. Pensare al presidio ospedaliero di Orbetello come se fosse utilizzato solo dal territorio comunale di Orbetello è negativo sia a livello di politica sanitaria sia per quanto riguarda il suo accrescimento e il suo ruolo sul piano provinciale e regionale. Proprio in relazione a questo, tutti i sindaci della zona sud sono concordi che l’apertura dell’ospedale di comunità sia imprescindibile, ma non sostitutiva, mentre la formazione della “casa della salute”, che mette in rete i medici di medica generale, non possa essere un elemento sostitutivo dell’ospedale. Dunque noi sindaci stiamo lavorando con la Regione per la realizzazione della cittadella della salute, così che abbia una funzione di riferimento per tutta la medicina territoriale, comprensiva sia dei medici di base, del Sert, della psichiatria, dei consultori e degli specialisti – conclude il sindaco – ma che sia però esterna all’ospedale in modo che quest’ultimo mantenga la sua autonomia. Tutto questo verrà inserito nei patti territoriali, perché la partita in gioco è molto alta: dobbiamo garantire che i nostri figli abbiano tutelato il diritto alla salute».
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