Il Tirreno

Grosseto

nei musei tra artigianato e tecnologie

Un carro ripercorre le vie etrusche del commercio

Un carro ripercorre le vie etrusche del commercio

GROSSETO. Riccardo Chessa ha ricostruito il carro etrusco, al resto penseranno le nuove tecnologie. Le rotte commerciali dell’antichità stanno per essere riscoperte nei luoghi che un tempo hanno...

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GROSSETO. Riccardo Chessa ha ricostruito il carro etrusco, al resto penseranno le nuove tecnologie. Le rotte commerciali dell’antichità stanno per essere riscoperte nei luoghi che un tempo hanno rappresentato lo splendore delle civiltà del passato, vale a dire Roselle e Vetulonia.

L’utilizzo di legname autoctono come quercia, olmo e frassino, oltre a 6 mesi di lavorazione con l’applicazione dell’archeologia simulativa, hanno consentito la riproduzione all’antico carro etrusco da commercio, pronto per essere trainato dai cavalli. Il viaggio si svilupperà attorno alle attività culturali, gastronomiche e archeologiche del territorio maremmano, con due fine settimana che interesseranno le aree di Castiglione della Pescaia e Vetulonia (13 e 14 luglio) e quelle di Grosseto e Roselle (20 e 21 luglio). Incontri, degustazioni, spettacoli teatrali e visite guidate faranno da contorno al viaggio del carro etrusco lungo le antiche vie del commercio.

Il polo universitario di Prato, in collaborazione con l’associazione musei archeologici della Toscana, ha infatti ricostruito il viaggio commerciale degli etruschi sulle due vie più classiche che all’epoca collegavano gli approdi sul mare ai centri più sviluppati dell’entroterra.

«L’iniziativa è molto ambiziosa – osserva l’assessore del Comune di Grosseto Giovanna Stellini -, di contro però, il turismo non sta vivendo uno dei momenti migliori, quindi occorre investire su progetti strutturati per il futuro del territorio». Parole che trovano conferma nel pensiero di Mauro Giovannelli, assessore del Comune di Castiglione della Pescaia: «La nostra amministrazione sta investendo molto sull’archeologia e sul turismo culturale, questo evento va nella direzione che ci siamo prefissati». Il progetto quindi, parte dal passato per giungere all’evoluzione tecnologica del momento attuale, grazie anche ai “tour book”, le guide virtuali interattive ai siti archeologici. Una serie di app, disponibili gratuitamente per smartphone e tablet, illustra i percorsi di visita rendendo disponibili informazioni sui luoghi d’interesse culturale.

«Il nostro team di sviluppo ha un’età media di trent’anni – precisa Franco Micolucci del polo universitario di Prato -, cerchiamo di far convergere sullo stesso punto la tecnologia, i giovani e il turismo culturale». «Raccontare la storia in questo modo – dichiara Marcello Lotti, direttore dell’associazione musei archeologici della Toscana -, è certamente più interessante e stimolante.Puntiamo a rendere gli oggetti del passato meno statici».

Lorenzo Falconi

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