Meteo
Sanità: «Asl e Regione smettano di prenderci in giro»
CASTEL DEL PIANO. «Quello che si sta vociferando a proposito della sanità toscana ci lascia basiti. E restiamo dell’opinione che quella sinistra che da sempre governa la regione e che da sempre spara...
CASTEL DEL PIANO. «Quello che si sta vociferando a proposito della sanità toscana ci lascia basiti. E restiamo dell’opinione che quella sinistra che da sempre governa la regione e che da sempre spara ai quattro venti di essere organizzata e mette tutti all’angolo, è invece un sarcofago in cui testa e piedi non sono in collegamento far di loro».
La minoranza di Castel del Piano che il 21 giugno scorso è andata a dire «sì», sebbene obtorto collo, al patto territoriale fra Asl 9 e Unione dei comuni Amiata grossetana, è furente e ha in animo di chiedere un consiglio comunaleper far chiarezza sulla questione. I motivi del contendere sono noti, ma li chiarisce Mariella Frediani, capogruppo della civica “Per un comune di tutti”.
«Tutti sanno bene – spiega Frediani – che la nostra lista ha avuto come cavallo di battaglia la sanità e in particolare l’ospedale di Castel del Piano che serve otto comuni amiatini. Facciamo parte della commissione sanità, abbiamo punzecchiato i vertici per quattro anni e alla fine, dopo continue discussioni, siamo andati alla firma di un patto che, sebbene riduca all’osso i servizi tradizionali, offre qualche garanzia alla popolazione. Ci siamo fatti carico della responsabilità di credere che il piccolo ospedale di Castel del Piano, una volta con 120 letti di cui oggi ci sono solo i relitti, rimanesse in efficienza. È venuto a firmare il direttore dell’Asl Fausto Mariotti in persona, i dirigenti medici e tutti i politici e gli amministrativi dell’Asl 9 e dei comuni».
Ebbene, due giorni dopo la firma, prosegue Frediani, «l’assessore regionale e il presidente Rossi sono punti dalla solita vaghezza: chiudere i piccoli ospedali. Noi diciamo che è l’ora di finirla: finiamola di prenderci in giro. È possibile che il governatore Rossi mandi il suo direttore, i suoi manager, in un piccolo comune a prendere in giro sette sindaci e tutto il resto? Possibile che il cittadino paghi la diaria a questi esponenti regionali per essere preso in giro? Non è pensabile che Rossi non sapesse cosa andava a firmare il direttore Mariotti. La Regione ha una vaga idea di cosa significa sottoscrivere dei patti e sconfessarli due giorni dopo? Il cittadino come deve sentirsi? È chiara una cosa: la Regione vuole chiudere i piccoli ospedali. Bene. Sapremo cosa riferire alla nostra popolazione».
La lista fa presente la faccenda non può finire così: «Chiederemo un consiglio comunale apposito – tuona Sandro Ginanneschi – e pretenderemo di sapere se quel patto è valido o no, se l’ospedale sarà chiuso o aperto, se i servizi indicati ci saranno o no. Ormai non siamo più certi che una firma abbia un senso».
Fiora Bonelli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google