Bando della Regione per la merce distrutta Bramerini: «Ma lo Stato deve intervenire»
Si sono rimboccati le maniche e hanno cercato di fare tutto il possibile per dare risposte alle aziende messe in ginocchio dall’alluvione dello scorso novembre. E ora, la battaglia si sposterà anche...
Si sono rimboccati le maniche e hanno cercato di fare tutto il possibile per dare risposte alle aziende messe in ginocchio dall’alluvione dello scorso novembre. E ora, la battaglia si sposterà anche più su della Regione, al governo, dove il presidente della commissione agricoltura Luca Sani avrà il compito di far passare una richiesta: quella dell’eliminazione dell’obbligo di spesa per l’accesso ai finanziamenti per le aziende agricole. L’assessore all’Ambiente della Regione Anna Rita Bramerini ieri mattina l’ha detto forte e chiaro. «Le associazioni di categoria hanno dato mandato a Sani affinchè si facci portavoce del loro disagio - spiega - che è un disagio causato da una legge che non ha alcun senso». La questione è in questi termini: le imprese agricole, per accedere ai fondi e ottenere l’8% di quello che spetta loro per la ricostruzione, devono dimostrare di aver già coperto il 100% delle spese. «Si chiede di spendere cento, in sostanza - spiega Bramerini - per avere indietro 8. È un sacrificio che le imprese non possono sostenere». C’è questo, di assurdo nella vicenda dei fondi per le zone colpite dall’alluvione, ma c’è anche altro. «Il problema è che lo Stato non riconosce il danno per la perdita delle scorte e del materiale delle aziende - dice ancora l’assessore - e proprio per questo la Regione ha deciso di intervenire, dopo la scadenza del bando dell’8 luglio, per risolvere questa questione. Un bando da 19 milioni di euro, che serviranno proprio per coprire quelle spese. «Poi ci sono gli interessi - dice ancora l’assessore - e anche in questo caso la Regione ha stanziato un milione di euro per aiutare chi è stato costretto a chiedere mutui e finanziamenti per le ristrutturazioni delle imprese». Un modo, questo, per tentare di ripartire. In un territorio che porta ancora addosso le ferite dello corso novembre, quando acqua e fango si sono scatenati distruggendo tutto quello che avevano davanti. (f.g.)
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