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«Controlli assai più severi e basta bruciare i rifiuti»
FOLLONICA. No all’incenerimento e sì ad una nuova metodologia di riciclo dei rifiuti. La fuoriuscita di diossina rilevata dall’impianto di Scarlino ha scatenato la discussione politica locale. Adesso...
FOLLONICA. No all’incenerimento e sì ad una nuova metodologia di riciclo dei rifiuti. La fuoriuscita di diossina rilevata dall’impianto di Scarlino ha scatenato la discussione politica locale. Adesso sono tanti i partiti che chiedono alle istituzioni locali ma soprattutto provinciali di cambiare rotta: serve una raccolta differenziata spinta che scongiuri l’ipotesi dell’incenerimento, troppo alto il rischio per la salute dei cittadini e per l’ambiente circostante a provarlo ora più che mai ciò che è accaduto poche settimane fa. «L’evento del maggio scorso – spiegano dalla federazione provinciale del Psi - ha dimostrato l’insufficienza dei controlli, diretti ed indiretti, effettuati sulle emissioni dell’impianto di Scarlino Energia e, conseguentemente, fa supporre analoga carenza per tutta l’area industriale, tanto più che l’annunciata costituzione di un’agenzia provinciale per il controllo dell’inquinamento, più volte promessa dal presidente della Provincia di Grosseto, non risulta che stia operando, mentre i segnali di una recrudescenza dei tumori nella zona accentuano l’esigenza, non soddisfatta per l’assenza di un monitoraggio da parte delle autorità sanitarie, di comprenderne cause ed origine». I socialisti chiedono maggiori e più attenti controlli e nello stesso tempo il superamento delle vecchie metodologie di raccolta e smaltimento dei rifiuti, con l’introduzione progressiva in ogni comune grossetano della raccolta differenziata spinta. Parere concorde arriva anche dl circolo di Sinistra ecologia e libertà di Follonica e Scarlino che non solo fa presenti i rischi per la salute pubblica arrecati dalla diossina, ma esprime una forte preoccupazione per il passato. «Quante altre volte di notte o di giorno si possano essere ripetuti casi del genere senza che nessuno ne abbia saputo nulla?», si domandano da Sel. Il partito richiama “severamente” la Scarlino Energia alle proprie responsabilità, come al massimo rispetto delle autonomie locali «nella circostanza – spiegano - trattate ad ogni livello con insopportabile ed inammissibile sufficienza e arroganza, ma alle quali i vertici aziendali dovranno rendere conto di quanto accaduto. Si dovrà provvedere a effettuare delle rilevazioni accurate di contaminazione, oltre sui lavoratori della zona, anche su tutta la filiera agro-alimentare». Sel ritiene che siano maturi i tempi per iniziare a mettere in campo un nuovo modello di trattamento dei rifiuti, basato sulla loro drastica diminuzione, sulla preselezione e sul riciclo. «Le debolezze dell’impianto rischiano con un effetto a catena, di compromettere la credibilità di tutto il polo industriale scarlinese».
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