«Analisi su tutti i lavoratori della Piana»
La richiesta del sindaco di Follonica, Eleonora Baldi, dopo l’emissione di diossina da parte dell’inceneritore di Scarlino
FOLLONICA. Le richieste del Comune di Follonica dove sono andate a finire? Perché la Provincia di Grosseto non ha inserito nelle prescrizioni che presenterà alla Scarlino Energia anche quello che il sindaco del Golfo aveva manifestato a chiare lettere durante la riunione tra le istituzioni sul caso delle emissioni di diossina dell’inceneritore scarlinese?
Dubbi che oggi vengono espressi direttamente dal primo cittadino follonichese che rende pubblico ciò che la sua amministrazione voleva venisse preteso dall’azienda proprietaria dell’impianto.
«Nel corso dell’incontro ho chiesto che alla Scarlino Energia fossero imposti dei controlli non solo sul personale impiegato nell’inceneritore ma anche sui dipendenti delle imprese limitrofe», spiega Eleonora Baldi.
L’istanza del Comune di Follonica è che i lavoratori della Scarlino Energia in toto e quelli che prestano servizio nella piana di Scarlino vengano sottoposti ad analisi del sangue e delle urine, così da verificare l’incidenza sulla loro salute di quanto accaduto poche settimane fa. Non solo: come già il sindaco aveva spiegato prima di incontrare gli altri amministratori locali il governo del Golfo vuole vederci chiaro anche sull’incidenza delle emissioni di diossina su quanto viene coltivato nei campi limitrofi all’impianto e sugli animali allevati nella zona. «Vogliamo sapere la ricaduta di quanto successo su tutto il ciclo alimentare, anche sul latte prodotto dagli asini allevati al Puntone – spiega ancora Baldi – Lo avevamo chiesto ma in quella sede non ci è stata data risposta e non ritroviamo le istanze nel comunicato ufficiale della Provincia post riunione». Le condizioni che verranno date alla Scarlino Energia paiono (secondo quanto si intuisce tra le righe nelle parole del sindaco di Follonica) più incentrate sul dopo riapertura che sull’immediato, su ciò insomma che è accaduto ancorché dai camini dell’azienda è uscita una quantità di diossina superiore cinque volte rispetto ai limiti imposti dalla legge. Quello che vorrebbe l’amministrazione del Golfo, da sempre contro l’incenerimento dei rifiuti, è che prima di riaprire l’impianto venissero svolte analisi puntigliose e attente, dati che se non a norma indirizzerebbero ancora di più gli altri enti verso le proposte follonichesi, cioè raccolta differenziata spinta e riciclo totale dei rifiuti. La domanda oggi è: le prescrizioni chieste dal Comune di Follonica verranno poste alla Scarlino Energia o no?
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