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Una casa famiglia a Bagno per gli anziani della zona

Una casa famiglia a Bagno per gli anziani della zona

GAVORRANO. «In una società gli indicatori di civiltà sono rappresentati dalle modalità di quanto e di come ci si prende cura delle persone più deboli come gli anziani che, per le più diverse cause,...

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GAVORRANO. «In una società gli indicatori di civiltà sono rappresentati dalle modalità di quanto e di come ci si prende cura delle persone più deboli come gli anziani che, per le più diverse cause, versano in condizioni di disagio». Sta tutto in queste parole di Claudio Battazza, responsabile dell’associazione Venus, il significato e la missione del progetto pilota della casa famiglia “San Guglielmo” a Bagno di Gavorrano. Una struttura in grado di accogliere gli anziani offrendo loro tutti i servizi e le cure di cui hanno bisogno. «L’obiettivo del progetto pilota è dare vita a una casa famiglia per anziani autosufficienti o al limite dell’autosufficienza di alto livello che rappresenti una valida alternativa al ricovero in istituto» si legge nella presentazione del progetto. Una realtà nuova nella frazione del comune minerario, che viene incontro a un futuro che sembra già delineato, secondo i dati statistici. Questi infatti prevedono che nei prossimi vent’anni saranno registrati incrementi molto significativi della percentuale di popolazione oltre i 65 anni e la popolazione in crescita più rapida sarà quella sopra gli 80 anni. Nella provincia di Grosseto la percentuale di abitanti con età maggiore a 65 anni è passata dal 14,5% del 1981 al 28% dei nostri giorni. Da qui dunque nasce l’idea. Il progetto prevede l’originaria apertura di struttura residenziale per persone anziane autosufficienti o al limite dell’autosufficienza nel complesso immobiliare “Casa famiglia San Guglielmo”, che sarà gestita dall’associazione di promozione sociale Venus, composta da soci che hanno esperienza nel terzo settore. «Caratteristica della struttura – continua la presentazione - la qualità dell’accoglienza e la validità del progetto educativo contribuiranno significativamente alla riuscita del progetto in tempi ragionevolmente brevi». Ne beneficeranno otto persone anziane o non autosufficienti, sole o in coppia, che vivono in situazioni di disagio e «che, privi d’appoggio umano ed esposti a sofferenze fisiche e morali, necessitano di un clima residenziale di tipo familiare e di socializzazione in forma semiresidenziale». (a.f.)

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