Il Tirreno

Grosseto

un autotrasportatore

«No alle frenate improvvise sono un grosso pericolo»

di Michele Nannini

GROSSETO. Quegli autovelox, se non ben segnalati, sono però visti come una trappola da chi le strade le frequenta per lavoro. «Questa non è prevenzione ma solo un modo pericoloso per fare cassa»...

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GROSSETO. Quegli autovelox, se non ben segnalati, sono però visti come una trappola da chi le strade le frequenta per lavoro. «Questa non è prevenzione ma solo un modo pericoloso per fare cassa» spiega al Tirreno un autotrasportatore grossetano quarantenne, che racconta la sua esperienza a bordo del camion che guida ogni giorno da 5 anni fra la Toscana ed il Lazio. «Tutto il tratto di strada fra Orbetello e Grosseto sud viene continuamente interessato da controlli con autovelox – racconta l’uomo dopo uno dei suoi viaggi - è una procedura sistematica che avviene praticamente ogni giorni in piazzole ed in direzioni diverse. Purtroppo però invece di rappresentare un deterrente o un sistema di prevenzione rischia solo di creare ancora più pericoli perché tutti inchiodano improvvisamente, anche se magari sono all’interno dei limiti prescritti. È un istinto, nessuno guarda nello specchietto ma pensa solo ad inchiodare per non rischiare una multa, ma in questo modo si moltiplicano i pericoli per chi si trova a transitare sulla strada in quel momento».

A bordo del suo camion ne ha viste succedere tante. Il 16 aprile si è trovato anche lui a transitare sull’Aurelia pochi minuti dopo il tamponamento che ha ferito il carabiniere Andrea Bernabai, morto poi 20 giorni dopo per cause ancora da accertare.

«Era sempre in terra accanto alla sua moto, tamponato secondo gli accertamenti proprio da un’autovettura che non si era accorta del suo rallentamento e che lo aveva preso in pieno. Una situazione che è la prassi in quel tratto di strada. Con queste modalità gli autovelox rischiano solo di essere un pericolo. Fra l’altro le apparecchiature vengono installate in corrispondenza dei limiti di velocità a 70 km/ora, pur essendo la strada spesso con 4 corsie e con new jersey nel mezzo. Per noi camionisti rispettare i limiti è relativamente semplice, sappiamo che non è possibile ed è pericoloso andare oltre, ma le auto di oggi non sono fatte per andare così piano e rispettare limiti a volte davvero assurdi. Chi è della zona sa dell’esistenza dei limiti e dei controlli sistematici e quindi arriva in quel tratto di strada preparato a tutto ma a volte non basta lo stesso, figuriamoci chi arriva da fuori provincia e si trova limiti così bassi ed autovelox ad ogni piazzola. I cartelli ci sono, per lo meno quelli fissi perché quelli amovibili ogni tanto non vengono installati, ma alla fine tutti quanti per istinto finiscono per inchiodare. E quando con un camion trovi un’auto che improvvisamente si ferma, anche se sei entro i limiti il rischio di finire addosso a quello davanti è elevatissimo».

Difende anche la categoria dei camionisti. «Spesso accusano noi autotrasportatori di essere pericolosi per le strade: vorrei invece invitare qualcuno che si occupa di questi controlli – conclude l’autista - ad accompagnarmi in un viaggio, così si può accorgere delle condizioni in cui noi lavoriamo, dove sono i veri pericoli e quali sono i rischi che noi e tutti gli automobilisti corriamo ogni giorno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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