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La tutela dei minori ha la sua Camera
Un gruppo di avvocati specializzati darà assistenza a chi è in difficoltà, mettendo a disposizione competenze e sensibilità
GROSSETO. C’è la Camera penale, c’è la Camera civile. E da qualche settimana c’è anche la Camera minorile: cioè un’associazione di avvocati - al momento una dozzina - che si occupa in modo specifico di tutto quanto attiene alla sfera dei ragazzi dal punto di vista penale, civile ma anche patrimoniale. Un ambito particolare dove sono richieste competenze e sensibilità altrettanto particolari. Dove, come dice l’avvocato Gabriella Capone, «serve passione».
«I minori non hanno quasi mai voce - argomenta l’avvocato Tania Amarugi, che della Camera minorile è la presidente provvisoria - Di minori si parla tanto ma sono altri che parlano per loro. E a volte vengono strumentalizzati nelle vicende che riguardano gli adulti». Dunque, ecco la nascita di uno strumento (senza scopo di lucro) di tutela ulteriore, dedicato ai più piccoli, destinato all’approfondimento delle tematiche a scopo di formazione e aggiornamento professionale ma anche all’interazione con gli enti e le associazioni del territorio. Non a caso, la presentazione è avvenuta nella sede della Camera arbitrale, organismo che - come ha spiegato il direttore Alberto Zaccherotti - «ha in progetto di stipulare una convenzione con la Camera minorile perché noi ci occupiamo di mediazione e anche questo è territorio di nostra competenza».
In Toscana, adesso c’è anche Grosseto, dopo Firenze. Entrambe aderiscono all’Unione nazionale. La Camera minorile cerca di colmare un vuoto. «Vogliamo offrire una tutela a 360° - spiega l’avvocato Barbara Chelli - anche agli stranieri. Potrà essere d’aiuto anche la nostra esperienza personale, visto che molte di noi siamo separate o divorziate».
Ad avere l’idea sono state Amarugi e Caponi oltre che Alessandro Cerboni, perché ci sono anche dei professionisti maschi; strada facendo si sono aggiunti altri avvocati. Come Lucia Rossi: «Ho aderito perché avevo già in animo di approfondire queste tematiche: ho fatto un corso specifico per poter essere inserita nelle liste dei difensori di ufficio dei minori». Perché trattare con un minore non è come aveva a che fare con un adulto. Le procedure sono diverse, l’approccio deve essere diverso. L’idea è quella di arrivare all’istituzione di un albo di professionisti specializzati in diritto minorile e di creare le condizioni perché anche i giudici acquistino una sensibilità adeguata: «Il Tribunale dei minori già esiste - chiariscono i fondatori - ma dal 1° gennaio scorso una nuova legge ha attribuito al Tribunale ordinario competenze che erano del Tribunale dei minori, come ad esempio gli accertamenti giudiziale di paternità che adesso spettano al giudice civile. Avendo un punto di riferimento qui a Grosseto, siamo convinti che ci sarà più contraddittorio, più colloquio con i servizi sociali». I legali hanno il polso della situazione in Maremma dai problemi portati dai loro assistiti: casi di bullismo in aumento, anche pesante, casi di stalking attraverso facebook. «Avere una sensibilità più spiccata serve anche ai genitori, che spesso non sono in grado di gestire e intervenire sui figli e far capire loro che un gesto sconsiderato rischia di rovinarli prestissimo».
Prossimo passo, un convegno informativo in programma l’8 giugno alla Camera di commercio. Info: 0564 414437, cameraminori.grosseto@gmail.com.
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