Il presidio
Acqua buona a Valpiana revocata l’ordinanza
MASSA MARITTIMA. I tempi cambiano e con loro anche le ordinanze. La tecnologia migliora, fa crescere conoscenze e tecniche, e così si arriva a risolvere anche problemi vecchi di vent’anni. È...
MASSA MARITTIMA. I tempi cambiano e con loro anche le ordinanze. La tecnologia migliora, fa crescere conoscenze e tecniche, e così si arriva a risolvere anche problemi vecchi di vent’anni.
È capitato a Massa Marittima, dove gli interventi recenti dell’Acquedotto del Fiora hanno permesso all’amministrazione comunale di revocare il divieto di utilizzo per il consumo umano d’acqua in quattro diverse località del territorio, in cui le ordinanze erano in piedi persino dal 1990.
Il problema in questi casi riguardava le tubature del servizio idrico, troppo vecchie. Tanto da far rilevare nelle analisi su alcuni allacciamenti parametri oltre il limite fissato per legge nei parametri del ferro e dei solfati, fino alla presenza di solidi galleggianti.
La prima zona che per prima ha pagato la “vetustà delle tubature” (come riportano gli atti amministrativi) è stata Fenice Capanne, per cui è scattato il divieto nel lontano ’90. Cinque anni dopo, è toccato a Marsiliana, per cui è arrivata una seconda ordinanza anche nel 1999, per un altro allaccio. Infine, all’alba degli anni 2000, il divieto di consumo umano d’acqua è arrivato anche a Schiantapetto, Valpiana, Cicalino e Capanne.
Altri tempi. Perché intanto le tecniche e le tecnologie dell’acquedotto si sono migliorate. Infatti, dopo un sollecito nel 2012 da parte dell’amministrazione affinché l’azienda che gestisce la rete idrica si desse da fare sulle tubature, in aprile scorso è arrivata in municipio una nota «con la quale – si legge negli atti - venivano esplicitati gli atti e gli interventi atti al superamento del parametro solfati nell’acquedotto Valpiana-Marsiliana e la richiesta di revoca di non potabilità delle ordinanze in oggetto».
In pratica, il rifacimento delle tubature è andato in scena nel biennio 2008-2010, mentre nel 2012 e nel 2012 si è provveduto ad effettuare gli esami analitici. E dal risultato positivo di quest’ultimi, è arrivato il via libera a revocare le ordinanze, anche se non per tutte uguale.
Perché se per Fenice Capanne e la prima ordinanza di Marsiliana sono state revocate in pieno, altrettanto non si può dire per le altre.
Qui infatti ancora i valori non sono del tutto a posto e l’amministrazione, pur revocando il divieto, sollecita il gestore «ad adottare tutte le azioni per riportare il parametro solfati entro i valori previsti dalla vigente normativa in materia di acque destinate al consumo umano per l’acquedotto Schiantapetto, Valpiana, Cicalino e Capanne».
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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