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Gli allevatori: «Il lupo non è in estinzione La Ue dia le deroghe»
A Semproniano ennesima riunione sugli attacchi alle greggi I pastori: l’unica via è l’abbattimento. Faenzi: non siete soli
SEMPRONIANO. Dimostrare che il lupo non è più in via di estinzione. Chiederne il “declassamento” all’Ispra. Solo così sarà possibile inginocchiarsi di fronte all’Europa per invocare la deroga dalla legge che, in questo momento, lega le mani e i piedi agli allevatori nella loro lotta quotidiana a difesa dei greggi da ogni tipo di predatori. E ancora: non convince tutti il progetto provinciale Medwolf che si propone di salvaguardare il lupo in purezza e permette di catturare e ricoverare nei canili comunali gli ibridi.
Questi gli argomenti (solo la punta dell’iceberg) di un problema diventato incontrollabile per l’economia maremmana, per la quale si è attivata una task force che lunedì sera a Semproniano ha fatto il punto e ascoltato i resoconti. Tavolo autorevolissimo con la deputata pdl Monica Faenzi che, come vicepresidente della commissione Agricoltura, lavora alla questione, col presidente Luca Sani. E poi l’assessore provinciale Enzo Rossi e i vertici delle associazioni: Viaggi presidente di Coldiretti, Rabazzi della Cia, Vivarelli Colonna dell’Unione agricoltori.
Circa 250 persone in sala, tutti allevatori o con attività della filiera che hanno mostrato soddisfazione perché il problema è stato preso in mano dalla politica, ma che non hanno nascosto scetticismo e sfiducia. La situazione non potrà essere a breve risolta.
Faenzi ha tenuto a ribadire che il problema è delicato, difficile: «Soluzioni immediate non ci sono – ha detto chiaro e tondo –. L’unica via è tentare la strada dell’Europa e della deroga cominciando, però, a percorrere passaggi obbligati: chiedere un declassamento all’Ispra col conforto dei monitoraggi dei predatori che abbiamo a disposizione, agire con discrezione e intelligenza. Martedì ho un incontro col ministro dell’agricoltura al quale affidiamo l’arduo compito di far presente all’Europa che qui un problema simile rischia di disperdere un patrimonio economico, ambientale e umano antico di secoli. Non siete soli», ha detto ai pastori.
Impegno anche della Provincia, sebbene il progetto Medwolf non convinca tutti: «Stiamo facendo quel percorso, unico, che la legge ci permette –, ha detto Rossi –. Se non altro stiamo facendo una conta dei predatori e abbiamo messo in piedi iniziative varie, come finanziamenti per acquisto di cani, guardianie, recinzioni. C’è un tavolo aperto con tutti gli attori interessati. Altro, le regole comunitarie non ce lo consentono».
Un progetto attaccato esplicitamente da tante voci di pastori, come quella del marchese La Greca di Stribugliano: «Ho già abbandonato 15 ettari di terra da pascolo, ha detto, e il terreno è ora infestata da erbacce ed arbusti. Il predatore è inconcepibile laddove c’è la pastorizia. E poi, perché avere esitazioni a chiedere la deroga? Al massimo ci potranno dire no. Fra Amiata e Maremma abbiamo circa la metà della produzione ovina in Toscana. E poi non è inconcepibile che se si cattura il lupo al laccio, esso venga subito rilasciato dove ci si trova? Allora è inutile la cattura. Non vogliamo uccidere nessuno, ma che i lupi siano portati nei territori vocati a questo, l’Abruzzo ad esempio». Tutti d’accordo con applausi scroscianti su una posizione che nemmeno ha nominato i risarcimenti.
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