Il presidio
«IL trapianto di midollo un’arma contro la leucemia»
Sensibilizzare le persone sul tema della donazione di midollo osseo. Per Mariuccia Menegola, originaria della Valtellina, questa è diventata una vera e propria missione da quando due anni fa si è...
Sensibilizzare le persone sul tema della donazione di midollo osseo. Per Mariuccia Menegola, originaria della Valtellina, questa è diventata una vera e propria missione da quando due anni fa si è ammalata di una grave forma di mieloma acuta la nipote Lauren. La giovane, ora 23enne, vive in Australia, esattamente alle antipodi della Maremma, ed è la figlia del fratello maggiore di Mariuccia, Bruno, emigrato nella terra dei canguri negli anni Settanta. La foto del volantino-appello che ha preparato sua zia la ritrae sorridente prima che la malattia cominciasse a manifestarsi. «Purtroppo ancora non è stato trovato un donatore compatibile per lei – spiega la signora Mariuccia – ed è stata tentata senza successo anche la strada del trapianto con le cellule staminali». «A mia nipote questa forma leucemica così aggressiva è stata diagnosticata a 21 anni – racconta Mariuccia – L’unica possibilità di sopravvivenza per lei è legata al trapianto di midollo osseo per questo io porto in giro questo messaggio: chiunque tra i 18 e i 40 anni può diventare donatore di midollo osseo e salvare una vita. Basta rivolgersi per tutte le informazioni al centro trasfusionale dell’ospedale Misericordia di Grosseto». Secondo le stime solo una persona su 100mila è compatibile con chi è in attesa di trapianto di midollo osseo per cui la speranza per i malati è legata al fatto di poter disporre del maggior numero possibile di donatori volontari tipizzati e inseriti in una banca dati mondiale. Dalla storia di coraggio e speranza di Lauren è nata anche una pagina Facebook in inglese “Making a difference” per diffondere la cultura della donazione del sangue e del midollo. (s.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
