Il Tirreno

Grosseto

Cisl e Uil: «Mabro aperta grazie a noi»

GROSSETO. Da Valentina Carobbi della Rsu Cisl e Catia Bardi, della Uil, arriva questa lettera di precisazioni. «Ci vuole un grande coraggio a sostenere, come fa una rappresentante Cgil della Mabro,...

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Da Valentina Carobbi della Rsu Cisl e Catia Bardi, della Uil, arriva questa lettera di precisazioni. «Ci vuole un grande coraggio a sostenere, come fa una rappresentante Cgil della Mabro, che la fabbrica è aperta grazie a chi ha smesso di lavorare e protesta. Etimologicamente “fabbrica” è il luogo dove si lavora, senza il lavoro non ci sono fabbriche, ma tetri capannoni silenziosi. Grazie ad una parte delle vestaglie azzurre, che continuano con sacrificio a lavorarci, la Mabro è ancora una fabbrica, per le nostre colleghe che scioperano sarebbe chiusa da un pezzo. Qualcuno si chiede perché lo facciamo? Per lo stesso motivo per cui lo fanno tanti altri lavoratori di aziende grossetane e sparse per il nostro paese in crisi, che pur non ricevendo da mesi lo stipendio tengono duro e non smettono di lottare per il posto di lavoro, senza tanti cortei ed interviste. È difficile lavorare ed essere pagati col contagocce, più difficile che protestare e starsene a braccia conserte. Chi sulla stampa propone sostegno economico per le lavoratrici della Mabro diciamo grazie, ma per un basilare principio di solidarietà non dimentichiamoci degli altri lavoratori che sono nella stessa situazione ma non hanno risalto mediatico. La richiesta che abbiamo fatto alla proprietà di garanzie su stipendi, nuovi partners e “Prodi bis” non è un nostro ravvedimento ma il proseguimento del percorso stabilito nell'accordo fatto in Provincia tra Cgil, Cisl e Uil e proprietà. A Barontini chiediamo fatti, il tempo delle promesse si è esaurito».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa