Il Tirreno

Grosseto

Spettacoli per sostenere la lotta operaia. I lavoratori della Mabro rientrano in sala mensa

di Francesca Gori
Spettacoli per sostenere la lotta operaia. I lavoratori della Mabro rientrano in sala mensa

Al corteo dei lavoratori il silenzio per ricordare Matteo Capone. Depositata anche la richiesta di ammissione alla Prodi bis

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GROSSETO. Gli artisti di strada erano già stati prenotati, lo spumante era già stato messo in frigo. Ma il rispetto per il dolore di Antonio Capone, il direttore di Confindustria che da anni segue le vicende delle vestaglie azzurre ha azzerato ieri mattina l’aria di festa (VIDEO). «Siamo donne e tante di noi sono mamme - ha detto Nadia Perino, rsu Cgil - non possiamo fare altro che stringerci intorno a una famiglia che ha perso il bene più grande, un figlio». Un lungo applauso ha sottolineato le parole della sindacalista davanti ai cancelli della Mabro. Venerdì mattina doveva essere festa, invece è stato lutto. E il corteo delle donne che hanno sfoderato le bandiere della Cgil, dopo che il sindacato aveva vinto la causa contro Abbigliamento Grosseto per comportamento anti sindacale, si è trasformato in una sfilata silenziosa intorno alla fabbrica per entrare in sala mensa. Non poteva essere che così. È una lotta di cuore, quella che i dipendenti della Mabro in sciopero da mesi stanno portando avanti.

E il cuore ieri (venerdì), loro, lo hanno messo tutto dentro una tragedia che ha ammutolito la città intera. Quando la salma di Matteo è arrivata al cimitero di Sterpeto, ad abbracciare il dirigente di Confindustria e sua moglie c’erano anche loro: le stesse donne che hanno cominciato a scrivere un altro capitolo della loro lotta.

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