Il Tirreno

Grosseto

È morto Marcello Malentacchi, segretario generale della Fsmi

di Maurizio Caldarelli
È morto Marcello Malentacchi, segretario generale della Fsmi

Il sindacalista di origine maremmana si è sentito male mentre era in bici a Pietratonda. Ha rappresentato 25 milioni di metalmeccanici nel mondo

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GROSSETO. Un improvviso malore, mentre stava pedalando lungo la strada che da Montorsaio porta a Pietratonda, nel comune di Civitella Paganico, è stato fatale nel pomeriggio di ieri (venerdì 24 maggio) tra le 13 e le 14, a Marcello Malentacchi, 66 anni, un grossetano che si è fatto valere in tutto il mondo come segretario generale della federazione internazionale dei sindacati metalmeccanici.

Nato a Braccagni nel 1947, Malentacchi era in pensione da qualche anno e viveva vicino a Ginevra, in territorio francese, ma appena poteva tornava, con la seconda moglie, una signora francese di origini italiane, nella sua terra d'origine, nella casa dei genitori (il babbo era un bracciante agricolo) a Batignano, per rilassarsi e per dedicarsi alla sua passione, la bicicletta.

Ieri, prima del malessere che gli è costato la vita, Malentacchi è andato in macchina nelle vicinanze di Pietratonda e poi è salito in sella alla sua bici per fare la passeggiata quotidiana. L'ambulanza del 118, chiamata da un passante, non ha potuto che constatare che quel corpo trovato sul ciglio della strada, che non presentatava segni, era ormai senza vita. La salma, dopo i rilievi della polizia stradale, è stata portata all'obitorio della Misericordia di Grosseto, a disposizione del magistrato, anche se sembra esclusa l'autopsia.

Dopo aver vissuto per anni in Svezia, dove si è sposato e ha avuto due figlie (che risiedono tuttora a Goteborg), Malentacchi si è trasferito a Ginevra negli anni Ottanta, dopo aver ricevuto l'incarico di segretario generale della Fsmi, che ha ricoperto per vent'anni, occupandosi di casi delicati, come quello della Thyssen Krupp o della vertenza Renault e mettendosi al tavolo delle trattative con i più importanti politici della terra. Malentacchi aveva lottato a fianco dei metalmeccanici di tutto il mondo, dalla Polonia alla Corea, dal Sudafrica al Sudamerica. Parlava fluentemente sei lingue e ha rappresentato qualcosa come 25 milioni di lavoratori di 101 paesi diversi. Nel suo campo veniva considerato «un vero campione di solidarietà internazionale del lavoro», un genio della diplomazia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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