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Renzi mattatore all’Argentario

Renzi mattatore all’Argentario

Ai candidati del centrosinistra del Promontorio e di Gavorrano: «Il sindaco sia l’ultimo dei cittadini»

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STEFANO. Tappa maremmana per Matteo Renzi. Ieri il sindaco di Firenze è stato a Porto S.Stefano per partecipare a una doppia manifestazione elettorale, a favore degli schieramenti del centrosinistra: quella per Monte Argentario e quella per Gavorrano, dal momento che Elisabetta Iacomelli ha raggiunto il promontorio.

Risuona la voce di Renzi: «Il sindaco non deve essere il primo cittadino ma l’ultimo». Questa l’esortazione rivolta a Sandrelli e ai suoi fans schierati sulla piazza dei Rioni. Un riferimento evangelico a chi è morto crocifisso e poi è resuscitato. Ma è impossibile fargli questa osservazione: la ressa attorno a questo ragazzo-prodigio attorniato anche da numerose ammiratrici, è tale e la di lui fretta di arrivare a Siena dove era atteso da Grillo è stata così imperiosa, che il sindaco era inavvicinabile. Era arrivato abbastanza puntuale, qualche minuto dopo le 16, proveniente da Porto Ercole, ha salutato quattro sindaci venuti ad ascoltarlo, è salito sul palco e dopo una breve presentazione di Sandrelli (il candidato a sindaco dell’Argentario per il centrosinistra) ha parlato per 20 minuti, applauditissimo dagli astanti. Ha esordito affermando: «Questo posto è di una bellezza sconfinata e per esserne il sindaco bisogna che se ne sia innamorati. Io credo che da questo punto di vista le nostre città, vale per Firenze, vale anche per l’Argentario, ma vale per tante realtà del nostro territorio, debbono riscoprire la bellezza, anche ai fini economici e per creare posti di lavoro. In un momento di crisi la bellezza potrebbe essere una leva per l’attrazione turistica; l’investimento culturale potrebbe essere una seconda leva per creare posti di lavoro». Ha proseguito Renzi : «La politica sta diventando sempre più cinica. A me piace l’idea che partendo dall’Argentario, partendo da Porto S. Stefano, partendo dal vostro territorio la politica possa essere più civica che non cinica. E allora a Massimo Sandrelli cosa vogliamo dire? Vogliamo dire due cose: Massimo non sarai il primo cittadino ma l’ultimo cittadino e devi essere quello capace di investire sulle parole che hai utilizzato in campagna elettorale. Il sindaco deve essere come la mamma che vedendo il figlio a letto controlla che la luce sia spenta e rimbocca le coperte dove è necessario, perché il sindaco è l’anima di una grande famiglia». Poi via verso Siena.

Renzo Wongher

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