Il Tirreno

Grosseto

«WineFood, aria di vero rinascimento»

«WineFood, aria di vero rinascimento»

Il presidente della Camera di Commercio promuove la sfida del centro storico: «Un successo, lo avete visto tutti»

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GROSSETO. Ieri sera l’ultimo e ormai annunciato bagno di folla, oggi gli incontri “faccia a faccia” tra compratori internazionali e aziende per concretizzare in affari lo splendore della vetrina: Maremma WineFood Shire 2013, prima edizione in centro storico, si congeda così. E dopo tanti mesi di dubbi e timori, dopo tre giorni di passeggiate su e giù per le piazze a verificare di persona la riuscita dell’impresa, Gianni Lamioni può finalmente promuoversi a pieni voti, forte di un risultato (almeno in termini di partecipazione) indiscutibilmente positivo.

«Il mio bilancio di Maremma WineFood Shire? Ci siete stati tutti… Lo avete visto con i vostri occhi…», commenta il presidente della Camera di Commercio di Grosseto.

La perfezione non è di questa Terra, soprattutto quando ci si lancia in un esperimento inedito e non semplice: Lamioni non nega «che si deve sempre cercare di migliorare» e annuncia da subito «che continueremo a lavorare per fare di più, considerando indicazioni e suggerimenti». Ma intanto osserva con soddisfazione come «l’unico appunto arrivato» alla tre giorni di kermesse può essere in fondo letto come un complimento: «Qualcuno ha detto che potevamo stare aperti più a lungo, che gli stand avrebbero potuto chiudere a mezzanotte: è come quando il pubblico, preso dall’entusiasmo, chiede il bis a fine concerto».

Il presidente parla di “capolavoro”, fa paragoni con la movida madrilena, sottolinea con orgoglio i complimenti ricevuti dai visitatori e soprattutto dai produttori, «esausti e contenti». Al proposito l’ufficio stampa della Camera di Commercio invia “la prova provata”, ovverosia una lunga serie di dichiarazioni di espositori soddisfatti, ai quali si associano (forse ancora più entusiasti) molti commercianti e ristoratori del centro, che in effetti hanno vissuto tre giorni come non si vedevano da tempo. E c’è da dire che proprio il coinvolgimento diretto e “creativo” degli operatori cittadini è stato uno dei risultati più eclatanti _ e un segnale preziosissimo per il futuro _ arrivati dalla manifestazione.

Una manifestazione, ricorda togliendosi qualche sassolino dalle scarpe Lamioni, «di qualità: una risposta, questa, a tutti coloro che, strumentalmente, pensavano che il Maremma Wine Food Shire in città si sarebbe trasformato in una festa paesana. A Grosseto si è respirata, in questi tre giorni, aria da vero rinascimento. Se c’è qualcuno che non lo ha fatto, o ha l’asma o è in malafede».

Così, l’ultima notazione è proprio per l’aspetto “degli affari”: oggi, ricorda la Cciaa, ci saranno gli incontri faccia a faccia tra i produttori e gli oltre 50 buyers provenienti da 14 Stati di tutto il mondo, tra cui Emirati Arabi, Usa, Germania, Inghilterra, Taiwan. «I buyers sono alla ricerca di prodotti di qualità, tipicità ed originalità, che siano legati alle identità territoriali. Maremma Wine Food Shire si è rivelata, nuovamente, un'ottima occasione perché ha permesso di contestualizzare i prodotti».

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