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In un cartellone tutta la rabbia dei lavoratori
GROSSETO. «Forse è che certi sindacalisti hanno i loro stipendi e per loro è tutto molto più semplice». Nadia Perino ha accanto le sue colleghe, con un cartellone in cui sono riportati i loro nomi e...
GROSSETO. «Forse è che certi sindacalisti hanno i loro stipendi e per loro è tutto molto più semplice». Nadia Perino ha accanto le sue colleghe, con un cartellone in cui sono riportati i loro nomi e quanto hanno incassato dell’acconto degli stipendi di gennaio. Cifre irrisorie, che nella maggior parte dei casi non arrivano a 200 euro. «Ci ho pagato la bolletta dell’acqua che mi è arrivata con la mora», dice una di loro. Pagata la bolletta non c’è rimasto più niente. Ma Nadia Perino non ha mandato giù la presa di posizione del segretario della Femca Cisl Fabio Della Spora. «Siamo state attaccate vergognosamente sul giornale – dice – vorrei dirgli che sarebbe meglio tornasse a fare quello che faceva prima, perché il sindacalista, proprio, non lo sa fare». Parole durissime, che arrivano dopo che la Perino aveva sottolineato che, nei loro comportamenti, «Cisl e Uil stanno sempre e comunque dalla parte dell’azienda, ma noi lottiamo per i nostri diritti, la nostra dignità e con il concordato in bianco rischiamo di dover lavorare ancora mesi e mesi senza stipendio, perché il lavoro non c’è». La rabbia della rappresentante sindacale si scatena anche nei confronti della Regione e del presidente Rossi. «La Regione e il suo braccio operativo Fidi Toscana – dice – hanno la responsabilità più grossa di questa situazione: com’è possibile che abbiano messo l’azienda in mano a chi si nasconde dietro delle fiduciarie? E come è possibile che, visto che gliel’hanno data praticamente gratis, non gliela possano togliere?». Nadia Perino torna a chiedere un incontro con Rossi. «Avevano letto che si era reso disponibile, noi l’abbiamo cercato subito, ma non abbiamo saputo più nulla. Sappiamo che i primi di giugno sarà convocato un consiglio comunale dedicato tutto alla nostra situazione, speriamo di poterlo fare dentro l’azienda, in sala mensa; in ogni caso invitiamo il presidente Rossi a partecipare: se ha la coscienza a posto non ha nulla da temere, venga a spiegarci cos’è successo». (e.p.)
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