Italia
«Serve unità per garantire futuro Si torni a mediare»
GROSSETO. A sinistra si legge la vertenza Mabro come il fallimento della politica e come l’ennesima crisi generazionale che schiaccia la dignità dei lavoratori, dal centrodestra invece si chiede che...
GROSSETO. A sinistra si legge la vertenza Mabro come il fallimento della politica e come l’ennesima crisi generazionale che schiaccia la dignità dei lavoratori, dal centrodestra invece si chiede che la Regione intervenga. Flavio Agresti, del coordinamento provinciale di Sinistra, ecologia e libertà, torna ad esprimere la propria solidarietà alle vestaglie azzurre. «Questa vertenza - dice - evidenzia l'insipienza, l'assenza di progettualità industriale competitiva o peggio, dell'attuale assetto imprenditoriale. Assenza che si unisce alla protervia e pervicacia di comportamento che nega ogni forma corretta di relazione sindacale, tanto da compromettere anche un diritto inalienabile dei lavoratori quale la possibilità di libero accesso alla fabbrica per tenere una libera assemblea». Un quadro a tinte fosche, che però viene colorato grazie alla bravura e alla professionalità delle donne dell’azienda. «Sel esprime la sua solidarietà ai lavoratori e alle famiglie - dice - l'impegno di lavoratrici e sindacato e chiede con forza che le Istituzioni locali, la Regione Toscana operino con la più concreta sollecitudine per conseguire il passaggio alle procedure della legge “Prodi bis”, che liberi l'azienda dagli attuali inadeguati e pericolosi assetti proprietari e riapra un futuro certo per i lavoratori e la Città».
Un dibattito, quello sulla Mabro, che dai confini provinciali è uscito da un po’. E che ora si è conquistato anche un palcoscenico europeo, dopo il botta e risposta tra Elena Sani e Lara Comi, l’europarlamentare del Pdl che è intervenuta durante la trasmissione “Presa diretta”, su La 7. «Non ho pontificato sulle divisioni sindacali - dice la Comi - ho semplicemente rilevato una situazione in essere che è stata riportata ampiamente dalla stampa locale con l’auspicio invece che si trovi una convergenza tra le diverse sigle. In un periodo di grave crisi occupazionale io rimango convinta che la migliore risposta sia quella di trovare soluzioni di mediazione, seppure sofferte. Rispetto ai 90 operai che scioperano a oltranza, ci sono anche tra i sessanta e ottanta lavoratori che hanno continuato a prestare la loro opera, pur in un contesto di grandi difficoltà, per non perdere quelle commesse senza le quali l’azienda rischierebbe la chiusura. Spero che la Regione Toscana giochi un ruolo da protagonista in questa difficile vertenza».
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