Il Tirreno

Grosseto

Lupi, nuovo assalto «Siamo impauriti quanto le pecore»

di Fiora Bonelli
Lupi, nuovo assalto «Siamo impauriti quanto le pecore»

Ennesima denuncia di un pastore dopo le ultime stragi «Il predatore ha attaccato alle 15 con un cucciolo al seguito»

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SCANSANO. I pascoli dell’Amiata e delle sue propaggini sembrano più un campo di battaglia che oasi di pace: morti, dispersi e feriti ogni giorno. Una battaglia senza tregua. Sono i predatori che non danno tregua.

Dopo le incursioni di appena tre giorni or sono da Manciano all’Amiata, martedì è stata, di nuovo, la volta dell’azienda di Massimiliano Ottaviani che ha un podere a Fortetello, fra le campagne di Scansano e la zona delle pale eoliche, vicino al comune di Roccalbegna.

Un fior fiore di impresa agricola, con 700 pecore che costituiscono la risorsa della famiglia, ma che ormai da tempo è sottoposta a continue predazioni. Le pecore, la notte, per evitare rischi, vengono chiuse nel capannone, ma di giorno bisogna mandarle al pascolo. Così i predatori, impossibilitati ad attaccare di notte, cacciano in pieno giorno, con grave pericolo per gli animali ma anche per le persone.

«Il fatto è successo alle 15», racconta Ottaviani. «Un vicino mi ha chiamato perché aveva notato il mio gregge disposto stranamente, tutto raggruppato. Il pascolo è proprio dietro il podere e così mi sono precipitato. Ho visto un animale che mi è sembrato essere proprio un lupo, dal mantello marrone che stava ancora divorando la carcassa di una mia pecora. Al suo seguito un lupicino. Ho gridato e ho cercato di mettere al riparo le pecore e subito ne ho trovata un’altra ferita».

Il gregge aveva subito l’ultimo attacco circa un mese fa con tre pecore morte, due ferite e sette disperse. E non c’è solo la perdita dei capi. «Per 25 giorni consecutivi io – sottolinea – ho perso un quintale di latte al giorno. Lo dimostrano i libretti del latte che vendo».

Ottaviani dal 1999 tiene una preziosa documentazione sui fatti legati ai predatori. «Il gregge – spiega – cominciava a riprendersi or ora e siamo punto e a capo. Di certo il latte ricomincerà a diminuire. Le bestie sono spaventate e stamani (ieri, ndc) addirittura, una di esse è tornata di corsa verso il capanno forse ancora traumatizzata dalla paura. Torno adesso dallo smaltimento della carcassa e meno male che faccio parte di una cooperativa e risparmio qualcosina. Ma se non daranno qualche rimborso per lo smaltimento, si rischia davvero che i pastori non denuncino nemmeno le aggressioni e le perdite. Siamo sempre impauriti e preoccupati. Come le nostre pecore».

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