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I segreti del pesce “dimenticato”: a lezione dai ristoratori

STEFANO. Lezioni e seminari fianco a fianco con i ristoratori. “Quando Siena aveva il mare”: si intitola così il progetto presentato a palazzo municipale di Porto Santo Stefano dal quale si può...

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STEFANO. Lezioni e seminari fianco a fianco con i ristoratori. “Quando Siena aveva il mare”: si intitola così il progetto presentato a palazzo municipale di Porto Santo Stefano dal quale si può apprendere che - oltre al pesce povero -esiste anche il pesce dimenticato. Il progetto prevede la promozione del “pesce dimenticato” attraverso iniziative rivolte al mondo della ristorazione e della grande distribuzione con il coinvolgimento dei pescatori dell’Argentario. Le specie “raccomandate”? Sono il melù, il sugarello, il sugarello maggiore, la mosdea, il moscardino bianco, il totano e il merluzzetto. Si tratta di un progetto europeo per lo sviluppo di nuovi mercati e campagne rivolte ai consumatori. Sono intervenuti Silvia Gambaccini, biologa marina della cooperativa Aplysia coordinatrice del progetto; Biagio Sabatini, dell’associazione produttori pesca di Porto Ercole; Antonio Terribile, della Lega Coop Grosseto. Hanno stampa hanno partecipato anche  i due candidati alla carica di sindaco di Monte Argentario alle prossime elezioni amministrative, Arturo Cerulli e Massimo Sandrelli. Il progetto vuole anche far conoscere meglio il mondo della pesca e in particolare sette specie di pesci e molluschi che – dicono i promotori - nella zona dell’Argentario rappresentano dal punto di vista dei quantitativi pescati una risorsa importante, ma che dal punto di vista del rendimento sul mercato non riescono a trovare le giuste vie di commercializzazione. Che c’entra in tutto questo Siena ? Secondo il progetto la città del Palio ha da sempre cercato uno sbocco al mare per contrastare l’egemonia del commercio marittimo di Pisa e Firenze, ma non ostante l’acquisto, nel 1303 di Talamone dai Monaci dell’Abbazia di San Salvatore, il suo interesse era diretto più verso Porto Ercole. Siena nel XIV secolo realizzò molte strutture a Porto Ercole e questo permise anche lo sviluppo della pesca. Le iniziative previste sono lezioni rivolte ai ristoratori, ai membri dei gruppi di acquisto solidale, ai cittadini, ai quali un cuoco, un biologo, un pescatore, spiegheranno le caratteristiche organolettiche e nutrizionali di cui sopra. I ristoratori che parteciperanno a questi seminari organizzeranno serate con menù a base di pesce dimenticato, nelle province (Siena e Grosseto) interessate al progetto. L’iniziativa prevede che i ristoratori avranno anche la possibilità di creare, con il pesce fornito dal progetto, un menu da far degustare ai propri clienti, in cui il protagonista assoluto sia il pesce povero e in particolare le sette specie promosse insieme ai prodotti della filiera agroalimentare del territorio.

Renzo Wongher

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