Il Tirreno

Grosseto

Antichi va all’attacco «Colpa della Regione e di Fiditoscana»

di Francesca Gori
Antichi va all’attacco «Colpa della Regione e di Fiditoscana»

L’esponente Pdl annuncia che chiederà un consiglio ad hoc «Ma tanto, come al solito, negheranno ogni responsabilità»

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GROSSETO. «Questa tragedia ha un padre (la Regione Toscana) e una madre (Fiditoscana)». Alessandro Antichi lo dice pubblicamente. Anzi, lo scrive sulla sua bacheca di Facebook, partendo dalla notizia di quello che è successo lunedì mattina davanti ai cancelli della fabbrica. «Un fiore all’occhiello della nostra città che conosco molto bene - spiega l’ex sindaco di centrodestra - e che ho conosciuto quando ancora era guidata da Manlio Brozzi. L’ho detto e lo ribadisco: la responsabilità è di Fidi Toscana e della Regione». Alessandro Antichi nel palazzo di via Cavour a Firenze spesso ha fatto presente quale fosse la situazione della fabbrica di Grosseto. «Non sono stato il solo a denunciare quello che stava succedendo da quando la Regione ha indicato Barontini come la soluzione a una situazione di crisi come quella che l’azienda stava attraversando - aggiunge - anche Magnolfi, che è pratese, più volte ha fatto presenti le proprie perplessità». Qui non si tratta di simpatia o meno. «Il problema è che ogni volta che ho sollevato questo problema in Regione - dice - ho sempre sentito un grande insofferenza nei nostri confronti».

Ora, il Pdl chiederà un nuovo consiglio in Regione. «Ma poi - dice ancora Antichi - ci sentiremo rispondere sempre in maniera formale, senza mai sentire che l’Ente si assuma la responsabilità di quello che è successo. La responsabilità di una scelta sbagliata». La responsabilità, secondo l’ex sindaco di Grosseto, di aver permesso che 222 famiglie restassero senza stipendio per cinque mesi. «Il principio che è prevalso, aggiunge - è stato quello di mettere una toppa senza stare poi a considerare che sarebbe successo l’irreparabile. Ora siamo arrivati all’esasperazione dei dipendenti di una fabbrica. È la stessa sia per chi sta fuori e lotta e manifesta che per chi invece è dentro e ha deciso di continuare a lavorare».

Un quadro che rischia di complicarsi ogni giorno di più. Antichi lo aveva previsto: «Ma nessuno mi ha ascoltato».

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