Il Tirreno

Grosseto

I padri devono lavorare e i bimbi studiare

Il Comune mette a disposizione di due famiglie di origini Rom e di un moldavo, uno spazio nell’area della Mezzaluna. Il progetto era già stato annunciato qualche settimana fa dal vicesindaco Andrea...

2 MINUTI DI LETTURA





Il Comune mette a disposizione di due famiglie di origini Rom e di un moldavo, uno spazio nell’area della Mezzaluna.

Il progetto era già stato annunciato qualche settimana fa dal vicesindaco Andrea Benini: ad uno dei due nuclei familiari interessati era stato concesso dall’amministrazione del Golfo di alloggiare con la loro roulotte in zona industriale in un campo di proprietà pubblica. Ad agosto dell’anno passato l’autorizzazione è scaduta e dopo alcuni mesi i Rom sono stati fatti spostare.

Per loro però, così come per un’altra famiglia e per Gheorghe Bodrug (noto in città perché spesso sta di fronte all’ingresso della Coop di via Chirici), è stato trovato un altro luogo dove abitare: si tratta di un’area al Capannino.

I due nuclei familiari potranno stare alla Mezzaluna per due anni ma per rimanere dovranno rispettare un programma stilato dall’amministrazione: i padri dovranno lavorare, i bambini andare a scuola e le mogli non dovranno fare accattonaggio e nelle ore in cui i figli sono a scuola frequentare un corso di alfabetizzazione al Centro Territoriale di educazione degli adulti.

Altra regola è quella di mantenere un comportamento adeguato e rispettoso delle regole: saranno le associazioni di volontariato e gli assistenti sociali a redigere dei report periodici che illustreranno la situazione al Comune.

Storia diversa quella di Gheorghe: l’uomo affetto da una grave invalidità ha bisogno di poter spostare la sua roulotte, che attualmente si trova al fianco della vecchia parrocchia di San Paolo della Croce (167 ovest), in un posto fornito di servizi igienici e di corrente elettrica, utile per altro a caricare la sua sedia a rotelle che altrimenti deve spingere con molta difficoltà da solo.

Nell’atto con il quale si concretizza il progetto si fa riferimento a una norma regionale nella quale si individuano dei percorsi da seguire da parte delle amministrazioni locali per l’integrazione. Percorsi che serviranno al Comune per dare un aiuto a Gheorghe e per garantire all’uomo una vita dignitosa, anche se nella sua roulotte.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino