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Grosseto

Un manifesto gigante contro la crudeltà

Un manifesto gigante contro la crudeltà

Arriva in zona Stadio il “6x3” voluto dalla famiglia di Bombolo, il gattino ucciso a fucilate a Casalecci: «Punire i colpevoli»

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GROSSETO. Una fucilata lo ha strappato dopo una lenta agonia alla sua famiglia di Casalecci. Ma da oggi, come già annunciato nei giorni scorsi, il gatto Bombolo sarà protagonista di un manifesto 6 metri per 3 affisso vicino allo stadio di Grosseto, per dare massima visibilità possibile alla campagna di sensibilizzazione sul tema dell’uccisione degli animali di cui la brutta storia di Bombolo diventa “testimonial”.

A volere e finanziare il maxicartellone è la famiglia di Bombolo, che lo ha fatto realizzare alla Lav di Grosseto col supporto grafico di Francesca Guidi della Ideogram. Bombolo è stato raggiunto dal colpo di una carabina il 23 marzo scorso ed è morto dopo due settimane di sofferenze l'8 aprile. Nel cartellone la mano di un bambino lo ritrae col suo mantello nero squarciato dalla ferita che poi ne ha causato la morte mentre un breve testo lo ricorda come un gattino dolce e intelligente, amatissimo dalla sua famiglia, «ucciso forse per odio, forse per divertimento o forse senza un motivo».

«La campagna _ spiega Giacomo Bottinelli, responsabile territoriale della Lav _ comprende anche una serie di manifesti di piccolo formato già esposti in vari esercizi della città e vuole focalizzare l’attenzione sul fenomeno delle uccisioni di gatti, purtroppo molto diffuso, ricordando che uccidere un animale è reato ai sensi dell’articolo 544 bis del codice penale». Un reato punibile con pene fino a due anni di carcere. Secondo una statistica riportata dallo stesso manifesto, nella sola strada dove abitava Bombolo (via Versilia) sono scomparsi in tre anni almeno 16 gatti, «forse vittime della stessa mano». La Lav di Grosseto ringrazia la famiglia di Francesco Candela, proprietario di Bombolo, «per aver avuto la forza di denunciare e di esporsi pubblicamente anziché rimanere in quel silenzio che spesso in troppi scelgono per paura o per sfiducia».

L’auspicio è che «colui che ha sparato a Bombolo vedendo il manifesto abbia una presa di coscienza del male compiuto» e che possa dunque fermarsi questa barbara pratica. (s.l.)

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