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Grosseto

contro la liberalizzazione

Edicolanti sul piede di guerra «Chiusi domenica e festivi»

GROSSETO. Domeniche e festivi? Potremmo anche rimanere chiusi. E anche per le ferie potremmo non garantire aperture tali da garantire la capillarità dell’informazione. Gli edicolanti passano alle...

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GROSSETO. Domeniche e festivi? Potremmo anche rimanere chiusi. E anche per le ferie potremmo non garantire aperture tali da garantire la capillarità dell’informazione.

Gli edicolanti passano alle maniere forti. Non digeriscono il progetto di liberalizzazione promosso dal Comune di Grosseto e si dichiarano pronti a scendere in campo con quelle iniziative per salvaguardare la qualità del proprio lavoro.

Il segretario provinciale del Sinagi, Gianluca Galgani, ha preso carta e penna per annunciare cosa potrebbe accadere. Il Sinagi dichiara di prendere «atto della volontà del Comune di Grosseto di liberalizzare la vendita di quotidiani e/o periodici in maniera indiscriminata approvando delibere volte ad abrogare qualsiasi criterio di programmazione della rete di vendita senza curarsi, quindi, di modificare i precedenti criteri quantitativi in nuovi criteri qualitativi».

Non solo. Prende atto «della volontà dello stesso Comune di equiparare ad attività commerciali qualsiasi le nostre rivendite pur non essendo queste ultime in diritto di decidere quantitativi e tipologia di prodotti, fornitori, prezzo di vendita e relativo ricarico unitario».

Galgani fa notare che «l'accordo nazionale in essere sulla vendita dei giornali quotidiani e periodici è ormai scaduto da tempo e che pertanto quanto in esso concordato tra le parti risulta ormai superato».

E dunque la comunicazione delle iniziative di protesta progettate: «Qualora la delibera avente come oggetto l'abrogazione dei piani di locazione dei punti vendita esclusivi della stampa sul territorio venga approvata in termini assoluti senza alcun criterio qualitativo, i nostri iscritti non si riterranno più in dovere di assicurare, come garanti dell'informazione, appropriati orari di apertura, adeguata copertura territoriale (compresi giorni festivi e domeniche) nonché opportuni piani di ferie programmati».

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