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Dal fango i girasoli Con i semi a saldo rinasce l’agricoltura
“Apsovsementi” rinuncia ai guadagni per aiutare i contadini Per un ettaro di raccolto si pagano 14 euro invece di 50
MANCIANO. Dalla palude di fango nasceranno girasoli, grazie a semi che si possono acquistare a prezzo stracciato per volontà di una ditta produttrice che ha deciso di rinunciare al suo margine di guadagno per aiutare gli agricoltori maremmani.
È questa la “cura” che l’azienda di sementi di Voghera (Pavia) Apsovsementi spa ha voluto e realizzato per suturare una ferita ancora aperta per l’agricoltura maremmana, quella dei campi a lungo incoltivabili e della semina di primavera in pericolo, dopo che quella invernale è andata perduta.
«L’alluvione di novembre ha impregnato i terreni così che la semina delle colture tipicamente invernali, quella dei cereali, è andata perduta», spiega Carlo Invernizzi, amministratore delegato di Apsovsementi. «Di fronte ai danni che hanno avuto e al fatto che la semina di primavera rischia di essere fatta molto tardi, con minore garanzia dei risultati – prosegue Invernizzi – alcuni agricoltori potrebbero pensare che conviene seminare affatto. Per questo abbiamo pensato di fare qualcosa per incentivarli a seminare».
L’incentivo è un’iniziativa che Apsovsementi ha avviato la scorsa settimana nei comuni di Magliano, Manciano e Orbetello dove, grazie alla collaborazione di tre rivenditori (AgriMaremma, Consorzio della Maremma Toscana e Copaca-Società cooperativa agricola) mette sul mercato al prezzo di 14 e 19 euro due tipi di semi che normalmente costano 50 euro, dando così una mano sia agli agricoltori che ai rivenditori, ai quali Apsovsementi applicherà un prezzo all’ingrosso di 7 euro. Anche i rivenditori di semi, infatti, sono precipitati in una grave crisi a causa dell’alluvione.
«Abbiamo voluto dare una mano anche a loro. In questo modo – spiega Invernizzi – rinunciamo quasi del tutto al nostro margine e ci copriamo le spese di spedizione. Purtroppo di più non si può fare, perché nel nostro Paese il sistema di tassazione, ahimé, impedisce di fare regali».
Per gli agricoltori è comunque una manna e per la campagna un rifiorire della produzione. E non solo di quella. «La coltura primaverile principale è quella del girasole – spiega Invernizzi – e dunque i semi a prezzo scontato sono quelli di girasole». Ogni sacchetto permette un raccolto di un ettaro.
Ma cosa ha portato un’azienda di Voghera a dare una mano alla “lontana” Maremma? «Operiamo in Maremma dagli anni Novanta – spiega Invernizzi – dove abbiamo un impianto di trasformazione, Sementi Maremma, a Casotto Pescatori. La mia famiglia, inoltre, ha un'azienda agricola a Braccagni, per questo ho tanti amici nel settore agricolo e il nostro agente, l’agronomo Mauro Miatto, abita ad Albinia. Posso dire di aver vissuto direttamente il problema ed è stato naturale per noi fare qualcosa per far ripartire la produzione». Di norma la semina dei girasoli avviene tra marzo e aprile, ma si può fare anche a maggio. Insomma, il tempo stringe, è ora che la Maremma torni a fiorire.
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