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Grosseto

Bombolo è morto, la famiglia lascia Casalecci

Bombolo è morto, la famiglia lascia Casalecci

Stroncato da un’infezione il gatto preso a fucilate. Candela: qui c’è un pazzo che spara e tanta omertà

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GROSSETO. Bombolo non ce l’ha fatta. Il gatto che il 23 marzo scorso è stato preso a fucilate in un giardino di Casalecci, è morto ieri dopo diciassette giorni di agonia a causa di un’infezione provocata dal pallino di piombo che lo aveva ferito. E i suoi proprietari, la famiglia Candela, hanno preso una decisione difficile ma irrevocabile: lasceranno per sempre Casalecci. «Qui si spara per le strade e nessuno ha il coraggio di dire niente. Non è un posto sicuro e c’è omertà. Eppure questa è Grosseto, non Scampia», dicono.

Quello che un tempo era considerato il quartiere chic della città, pieno di belle ville e abitato dalla “Grosseto bene”, negli ultimi tempi somiglia infatti a un quartiere far west. «Una terra di nessuno», spiega con la voce rotta Francesco Candela, 45 anni, proprietario di Bombolo.

Proprio il signor Candela, il 23 marzo, vede il micio rientrare da un giardino vicino, rintanarsi in un angolino e mettersi a vomitare. Il responso del veterinario è sconcertante: Bombolo ha un pallino nella pancia. «È stato operato tre volte– spiega Candela – prima per togliere il proiettile, poi per rimuovere del tessuto necrotizzato. Ma, nonostante la sofferenza, Bombolo ha sempre continuato a fare le fusa quando lo accarezzavamo. È stato straziante vederlo così».

Quegli occhioni amorevoli che solo i gatti sanno alzare su chi vuole loro bene si sono chiusi ieri. «Non abbiamo ancora detto niente a nostro figlio di 8 anni – spiega Candela – perché sia io che la mia compagna siamo molto scossi. Ho 45 anni, ma ho pianto tutto il giorno».

Un pianto di dolore, quello di Francesco Candela. E di rabbia. «Sappiamo che a sparare è sicuramente uno del posto – spiega – e sappiamo che qualcuno sa chi è ma non parla. E non parla perché ha paura. Non parla perché questa persona è armata e la gente teme per la propria incolumità. Ma le sembra una cosa possibile in una città come Grosseto? Io sono un carabiniere in congedo, ho lavorato a Napoli. Mai avrei creduto di trovare qui a Grosseto un clima di omertà del genere».

Omertà e paura. «Qui c’è una persona che spara per strada – spiega Candela – e lo ha fatto almeno dieci volte». Tanti sono, infatti, i gatti scomparsi. I Candela hanno già sporto denuncia in passato perché i primi colpi sparati a Casalecci provenivano da un’arma da caccia. «A seguito di quella denuncia l’autore degli spari è passato alla carabina», spiega Candela. Che, però, non è meno pericolosa.

«Con i gatti è stata una mattanza – spiega Candela – e noi siamo preoccupati. Qui c’è un pazzo che spara per la strada. Per questo abbiamo deciso di andarcene».

Il caso è balzato alle cronache grazie alla Lav che, attraverso il suo responsabile per Grosseto, Giacomo Bottinelli, oggi spiega: «Con la morte di Bombolo il reato commesso dal responsabile diventa a tutti gli effetti quello previsto dall’articolo 544 bis del codice penale, punibile con il carcere fino a due anni. Ci appelliamo alla magistratura e alle forze dell’ordine affinché non sottovalutino la gravità del caso e facciano tutti gli sforzi necessari per individuare il colpevole». (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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