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la sindacalista

«Il Rosmini paga per aver fatto una buona azione»

GROSSETO. Ritardi cronici nel pagare i supplenti e nuove procedure informatiche. Da questo mix esplosivo secondo la sindacalista Laura Lambardi (Flc Cgil di Grosseto) è nato tutto. Nella catena di...

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GROSSETO. Ritardi cronici nel pagare i supplenti e nuove procedure informatiche. Da questo mix esplosivo secondo la sindacalista Laura Lambardi (Flc Cgil di Grosseto) è nato tutto. Nella catena di responsabilità dunque sul banco degli imputati ci sarebbe solo il ministero. «Fino all’anno scorso – spiega – il ministero mandava i soldi per pagare le supplenze insieme agli altri fondi come il Fondo d’istituto. Ora quella disponibilità non c’è più: in qualche modo le scuole dispongono virtualmente delle cifre e poi il ministero paga sulla base della rendicontazione fatta dagli istituti». Con in più il problema che se viene sforato un certo budget, denuncia la sindacalista, tutto si blocca. Il vero problema secondo Lambardi è che il cambiamento di procedura è avvenuto in corso d’opera, cioè ad anno scolastico avviato. «Sostanzialmente il ministero ha detto a un certo punto: adesso i supplenti li paghiamo direttamente noi. C’è sembrata una soluzione migliore invece è venuto fuori un pasticcio». A dicembre infatti il ministero annuncia la partenza per gennaio del nuovo sistema di pagamento e stabilisce con una circolare che le scuole che vogliono possono usare il residuo di cassa per anticipare gli stipendi dei supplenti. «Di fatto – sottolinea– il Rosmini paga per aver fatto una buona azione che era solo discrezionale nell’interesse dei lavoratori». La piattaforma on line per i pagamenti parte a metà gennaio ed ecco la doccia fredda: i conti non tornano più. I soldi su cui la scuola pensava di poter contare per pagare le supplenze di febbraio non ci sono, o meglio, non bastano per tutti. «Il problema è a monte – commenta – È il ministero che sbaglia dicendo in pratica ai supplenti “Voi venite e intanto lavorate, ma fino a gennaio non si prendono in carica i dati per i pagamenti e poi forse a febbraio o marzo venite pagati. È un meccanismo insostenibile». Conosce personalmente, chiediamo, i supplenti coinvolti loro malgrado nella riffa per lo stipendio, le loro storie? «Onestamente non conosco i nominativi di chi si è ritrovato a essere sorteggiato - conclude - a dimostrazione che nessuno di noi ha fatto una battaglia di bandiera. Il sorteggio è sembrata l’unica strada percorribile». (s.l.)

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