Falso e turbativa d'asta, blitz nel Comune di Sorano Il sindaco si dimette: "Non ho fatto assolutamente nulla"
Insieme a Pierandrea Vanni, coinvolte altre 12 persone. Le indagini, durate alcuni mesi, riguardano reati contro la pubblica amministrazionei. Cinque persone colpite da misure cautelari
Pierandrea Vanni si è dimesso. Il sindaco di Sorano ha lasciato dopo che giovedì 4 aprile è stato raggiunto dalla misura cautelare di divieto di dimora disposta dalla Procura di Grosseto nell'ambito di un'inchiesta su presunti abusi edilizi, coordinata dal pm Stefano Pizza, che coinvolge altre 12 persone, 5 delle quali - compreso il sindaco - raggiunte da varie misure cautelari.
Le ipotesi di reato sono turbativa d’asta e falso. Fra le persone colpite da misure cautelari, oltre al sindaco Vanni, ci sono anche professionisti e tecnici.
Le indagini, durate alcuni mesi, sono state coordinate dal comandante provinciale e riguardano reati contro la pubblica amministrazione. La vasta operazione di questi giorni ha visto impegnati sul territorio nazionale circa 100 militari della Guardia di finanza di Grosseto ed Orbetello e dei reparti territoriali fuori regione, della polizia postale di Grosseto e del nucleo di polizia municipale presso la Procura di Grosseto.
In tutto sono state effettuate 20 perquisizioni in Toscana, Umbria, Lazio e Basilicata a carico di 13 persone indagate a vario titolo, 12 delle quali raggiunte da ordinanza di applicazione di misura cautelare personale. Per cinque di loro, il responsabile dell'Ufficio tecnico del Comune di Sorano, due imprenditori del viterbese e due professionisti di Grosseto, il gip ha deciso gli arresti domiciliari.
Oltre all'applicazione del divieto di dimora nel comune per il sindaco Pierandrea Vanni il giudice ha stabilito anche il divieto temporaneo di svolgere qualunque attività d'impresa nei confronti di quattro imprenditori coinvolti. Per due dipendenti dell'amministrazione, a quali sono stati notificati gli avvisi di interrogatorio preventivo, il pm ha chiesto la sospensione dal pubblico ufficio.
«Ho dato mandato al vicesindaco Benocci di portare avanti il lavoro - scrive Vanni -. Mi sono dimesso perché non voglio coinvolgere i cittadini e gli amministratori in una vicenda per la quale resto stupefatto e senza parole. Non ho fatto assolutamente nulla».
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