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Un solo responsabile per la lottizzazione del villaggio turistico
Processo Girasole: assolti i proprietari delle abitazioni Condannato il rappresentante della società di costruzione
FOLLONICA. L’unico a non tirare un sospiro di sollievo è Antonio Di Maio, 67 anni di Santa marina (provincia di Salerno) legale rappresentante della Cooperativa Azzurra. È l’unico condannato del processo per lottizzazione abusiva del Girasole, il villaggio turistico di Pratoranieri. Il giudice Giovanni Puliatti ha disposto sei mesi di arresto e 30mila euro di ammenda, oltre al pagamento delle spese di giudizio con pena sospesa e non menzione. Di Maio, difeso dagli avvocati Riccardo De Marco e Fabrizio Giangarè (come Tito Raimondi e Davide Di Maio), è stato ritenuto l’unico responsabile della lottizzazione abusiva che secondo il pm Maria Navarro era stato commesso a Follonica. Lottizzazione abusiva che riguardava però soltanto 28 case acquistate all’interno del villaggio da società e privati, molti senesi e fiorentini, come seconde case. Chi vendette loro quelle abitazioni, insomma, non fece presente che quelle villette avrebbero dovute essere gestite come facenti parte di un villaggio turistico. Chi aveva comprato o venduto quegli appartamenti, così come chi aveva registrato gli atti di compravendita, secondo il giudice, non ha avuto alcuna responsabilità. Nessuna formula dubitativa, infatti, nella sentenza di assoluzione nemmeno per quanto riguarda Gianfranco Ricci (difeso, come Franco Mancini, dall’avvocato Davide Lera), che era il gestore del villaggio. O come Maria Catino, Mario De Angelis, Francesco Fantaccione e Cosimo Chechile (difesi dall’avvocato Riccardo Lottini) e Laura Noemi Forestieri e Roberto Baldaccini (difesi dall’avvocato Alessandro Bertolini), Marco Baldi (difesa Luciano Giorgi, come Mario Andreini, insieme all’avvocato Carlo Valle). Assolti anche i due notai che avevano redatto i contratti, Tito Raimondi e Alfredo Mandarini. Il pubblico ministero onorario Elena Bartalini aveva chiesto un anno e mezzo di reclusione e anche il Comune di Follonica, si era costituito parte civile in questo processo. Una scelta giudicata poco elegante da parte dei difensori degli imputati. Un anno e mezzo fa infatti, l’amministrazione aveva stretto un accordo procedimentale con la società che gestisce il Girasole. «E infatti, la società - spiega l’avvocato Davide Lera, che difendeva proprio il gestore, Gianfranco Ricci - aveva ottemperato a tutte le richieste dell’amministrazione che per tutta risposta, dopo aver firmato l’accordo, ha chiesto un risarcimento di un milione di euro».
Risarcimento che, al pari di tutte le altre parti che si erano costituite in giudizio, verrà valutate dal tribunale civile. In sede penale, quindi, il giudice ha assolto tutti gli imputati, tranne, appunto, il legale rappresentante della cooperativa che aveva venduto quelle abitazioni. Chi le aveva comprate, hanno detto i difensori in aula, non sapeva che quelle abitazioni dovessero essere gestite con le stesse regole del villaggio turistico. I proprietari credevano di avere una casa per le proprie vacanze. E invece, anche loro, avrebbero dovuto prenotare (e pagare), per trascorrere qualche giorno al mare. Le motivazioni, che potranno essere impugnate, saranno depositate entro il 3 maggio.
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