Italia
Il Fiora investe 130 milioni in tre anni
Claudio Ceroni: «Pronto un piano per manutenzioni e depurazione che può dare ossigeno all’economia locale»
GROSSETO. Circa 130 milioni di euro in tre anni. Questo è quanto Acquedotto del Fiora ha in programma di investire per manutenzione della rete idrica e depurazione. E sono soldi che, in gran parte, resteranno sul territorio, visto che l’azienda ha sistemi di selezione delle aziende non incentrati sul massimo ribasso, ma sull’offerta più conveniente. Ne parliamo con il presidente della società, Claudio Ceroni.
Riuscite ad investire nonostante la crisi.
«Le aziende di servizi pubblici possono esercitare un ruolo di volano per lo sviluppo in quanto soggette a minori vincoli di spesa rispetto alle amministrazioni locali, che devono osservare i rigidi vincoli imposti dal Patto di Stabilità. Acquedotto del Fiora è un “motore di crescita” già dalla sua costituzione nel 2002, dove la sfida era trasformare un servizio in un’industria in grado non solo di distribuire l'acqua, ma anche contribuire allo sviluppo economico nelle province di Siena e Grosseto».
Quindi il sistema dei servizi pubblici può contribuire a superare la fase di stagnazione?
«Basta guardare ad alcuni dati: in questi 10 anni Acquedotto del Fiora ha realizzato quasi 300 milioni di euro di lavori, passando così nella classifica italiana di spesa annua pro-capite per investimenti dall'ultimo posto dell'anno 2006 al secondo posto dell'anno 2010. E oltre il 60% dei fornitori appartiene alle province di Siena e Grosseto e quasi il 50% della spesa ha interessato i fornitori delle due province».
Quindi la ripresa e la crescita passano per la capacità di investimento, in particolare nei servizi pubblici?
«Solo nella nostra provincia gli investimenti in questo ambito potrebbero avere una dimensione rilevante: 500 milioni di euro nel settore idrico, probabilmente altrettanti nel ciclo dei rifiuti, diversi miliardi nel settore energetico (reti e fonti rinnovabili) e nei trasporti (rinnovo del parco bus). Sono investimenti attivabili in poco tempo, per lo più già definiti dalla pianificazione, che produrrebbero risultati ottimi, sia in termini di volume economico, che di occupazione».
Per quanto riguarda i settori della manutenzione delle reti, della depurazione e dell'acqua potabile quali sono i progetti futuri?
«Il Piano per il prossimo triennio prevede investimenti per oltre 130 milioni di euro, finalizzati alla manutenzione delle reti idriche e allo sviluppo della depurazione. Si tratta di investimenti a doppio, triplo dividendo. Oltre a raggiungere obiettivi economici di crescita, producono stabili effetti ambientali ed energetici e anche sociali in termini di qualità del servizio. Difficile trovare investimenti altrettanto redditizi sul piano del benessere della collettività. Attivare questi investimenti non è difficile, ma occorrono alcune scelte politiche chiare e un sistema tariffario definito e certo, capace di sostenere economicamente e finanziariamente gli investimenti».
Qualità del servizio e rilancio dell'occupazione: un progetto ambizioso, ma è davvero possibile realizzarlo?
«Potrebbe essere attuato da subito, con un'assunzione di responsabilità da parte di tutti affinché, nel rispetto delle leggi, possano essere le imprese del territorio a realizzare gli investimenti infrastrutturali. Si potrebbe per esempio, per i lavori inferiori al milione di euro, adottare la procedura negoziata, invitando le imprese del territorio e attuando una trasparente turnazione. Per i lavori superiori al milione di euro invece si potrebbe applicare l'aggiudicazione con il sistema della media dei ribassi, con l'esclusione delle offerte anomale. Noi già adottiamo queste procedure e così faremo per i lavori relativi ai 130 milioni di euro nel prossimo triennio. Credo inoltre che se il futuro Governo superasse le logiche assurde del Patto di Stabilità e Provincia, Comuni, e aziende di servizi pubblici mettessero al centro della propria azione lo sviluppo infrastrutturale, indicando 2-3 interventi per ciascun ente, fino a raggiungere un pacchetto di 200 milioni di euro di lavori da appaltare subito, si potrebbe dare ossigeno alle imprese locali almeno per i prossimi due anni».
Ci sta disegnando un Acquedotto del Fiora strategico...
«Abbiamo competenze ed esperienze e per questo possiamo essere protagonisti della ripresa. Cercheremo di continuare a fare al meglio la nostra parte per creare occupazione e sviluppo, guardando anche alle opportunità che il nostro settore propone. Ce ne sono due in particolare riferibili alla qualità ambientale che sono la produzione di fertilizzante agricolo nell'impianto di compostaggio di Carboli, a Monterotondo e lo sviluppo del settore idroelettrico, attraverso un sistema di turbine collegate alle condotte adduttrici che dall’Amiata trasportano acqua in Maremma. Si tratta di due progetti in parte già esecutivi, capaci di attivare da subito investimenti per ulteriori 30 milioni di euro, e in grado di generare occupazione per alcune decine di unità lavorative. Tutto ciò sarà possibile solo se saranno superate le difficoltà burocratiche che stiamo incontrando e le resistenze di coloro che antepongono i propri interessi a quelli della collettività».
@guifiorini
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