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L’azienda diserta l’incontro Simoncini: «Ci dia spiegazioni»
GROSSETO. Impegni non rispettati e tavolo disertato. Ce n'è abbastanza per una reazione indignata di rappresentanti delle istituzioni e sindacati che non hanno gradito il fatto che l'amministratore...
GROSSETO. Impegni non rispettati e tavolo disertato. Ce n'è abbastanza per una reazione indignata di rappresentanti delle istituzioni e sindacati che non hanno gradito il fatto che l'amministratore unico di Abbigliamento Grosseto, Andrea Barontini, abbia disertato, ieri, l'incontro del tavolo regionale convocato in Regione, a Firenze, nella sede dell’assessorato al lavoro, dove, invece, erano presenti i sindacati, la Provincia con l’assessore Gianfranco Chelini e il Comune con l'assessore Emanuel Cerciello. Barontini era impegnato altrove, ma – fa notare proprio Cerciello – non si è preoccupato di mandare, all'incontro, qualcuno che rappresentasse l'azienda, o di far avere, per e-mail i dati e le informazioni che gli erano state richieste.
«Ne prendiamo atto negativamente – dice l’assessore al lavoro della Toscana, Gianfranco Simoncini – soprattutto dobbiamo constatare che di quanto deciso la settimana scorsa e degli impegni richiesti dai sindacati all’azienda niente è stato fatto». L'azienda si era impegnata a pagare entro il 25 marzo gli stipendi del mese di febbraio, si era impegnata a presentare i numeri relativi al fatturato 2012, alla situazione debitoria, allo stato patrimoniale e ai ricavi provenienti dalle vendite, inoltre era stato chiesto, all'azienda, di assumere i 14 dipendenti della vecchia gestione – Royal Tuscany – che lavorano per Abbigliamento Grosseto. Nulla di tutto questo è stato fatto. «L’unica novità – scrive la Regione – è che da venerdì scorso tutti gli oltre duecento dipendenti dell’azienda sono in cassa integrazione e i debiti continuano a crescere». Le istituzioni e i sindacati hanno aggiornato l'incontro al 5 aprile e intanto «All’azienda – dice Simoncini – chiediamo di spiegarci perché gli impegni sono stati disattesi e i pagamenti non sono stati fatti». L'assessore regionale torna a chiedere un quadro certo della situazione economica e contabile, senza ulteriori rinvii e invita la proprietà di Abbigliamento Grosseto a valutare «se non ricorrano le condizioni per l’attivazione e messa in campo di tutti quegli strumenti utili al mantenimento dell’attività produttiva dell’azienda e alla salvaguardia dei livelli occupazionali». Ammortizzatori sociali dunque, ma anche procedure concorsuali o di amministrazione straordinaria. Posizione condivisa anche dall'assessore comunale Emanuel Cerciello che definisce l'atteggiamento della proprietà «irresponsabile e inaccettabile, perché irriguardoso nei confronti dei lavoratori, dei sindacati e delle istituzioni. Mi auguro – conclude Cerciello – che l'azienda cominci a pensare a una amministrazione straordinaria, la cosiddetta Prodi Bis, perché darebbe maggiori garanzie ai lavoratori e alle loro famiglie rispetto a un fallimento». Stamani, alle 10, è convocata l'assemblea dei dipendenti di Abbigliamento Grosseto. Si preannunciano atti di protesta, ma non il blocco dell'azienda. In un comunicato unitario sindacati e rsu definiscono l'incontro di ieri «privo di riscontri per un atteggiamento di indisponibilità dell'azienda che ha disertato il tavolo. Alla luce di tali atteggiamenti inqualificabili rsu e organizzazioni sindacali decidono di mantenere lo stato di agitazione attuale. L'assemblea deciderà le modalità applicative, ma rimane inalterata la volontà dei lavoratori di assicurare la continuità produttiva».
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