Soldi falsi, resti veri tre in manette
Facevano shopping nei negozi di Corso Carducci pagando con banconote da 200 euro contraffatte
GROSSETO. Un profumo alla Gardenia, una maglietta nel negozio Intimissimi e un portafoglio da Segue. Un regalo per la mamma, quest’ultimo. Sembra la lista dello struscio, di un sabato pomeriggio di shopping. E invece è la lista delle truffe commesse da tre bulgari arrivati da due giorni a Grosseto e subito arrestati dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile con duemiladuecento euro falsi. Ad essere presi di mira sono stati i commercianti di Corso Carducci che hanno servito i tre ragazzi che parlavano inglese mettendo però in cassa soldi che non erano buoni. Ma che erano davvero ben falsificati. Tanto che, per certificarne la qualità, sono intervenuti anche gli ispettori della Banca d’Italia.
È successo tutto venerdì, tra mezzogiorno e l’una. Ivan Sotirov, 37 anni, è entrato alla Gardenia e ha acquistato il profumo Guiltyblack di Gucci, pagandolo 43,90 euro.Ha pagato con un biglietto da 200 euro, ha preso 156,10 euro di resto ed è uscito. Contemporaneamente Stanimir Dangarov, 27 anni aveva bisogno di una maglietta a mezze maniche . E ha scelto Intimissimi. Stesso discorso: ha speso 31,80 euro, ha pagato con duecento euro e ha intascato 168,20 euro di resto. Aleksandar Kerchev, 20 anni, è entrato da Segue per acquistare un portafogli. «È un regalo per mamma», ha detto. Un regalo da trentacinque euro che gli sarebbe fruttato 165 euro in contanti. Perché la truffa consisteva proprio nel farsi scambiare, in soldi buoni questa volta, le banconote da duecento euro con le quali i ragazzi sono arrivati a Grosseto. È stato un commerciante del centro ad accorgersi che quei soldi non erano veri e ha dato l’allarme ai carabinieri che hanno fermato i tre ragazzi in via d’Azeglio, poco dopo la segnalazione. I tre bulgari, che non spiccicavano una parola d’italiano, avevano nascosto gli euro, quelli ricevuti come resto, nel posacenere della loro auto. E con loro avevano in totale 2.200 euro di soldi falsi.
Fermati dai carabinieri e perquisiti, quando i militari hanno trovato quelle banconote da duecento euro, sono stati loro a dire che quei soldi non erano buoni. I tre uomini si sono ritrovati in tribunale, processati per direttissima: difesi dall’avvocato Montesano, i tre sono stati condannati a 18 mesi e 400 euro di multa con pena sospesa. Non avevano precedenti, né in Italia e nemmeno in Bulgaria. E qua, con ogni probabilità, c’erano arrivati spinti da un’organizzazione del loro paese proprio per scambiare quei soldi falsi. Ai commercianti sono stati restituiti i contanti e gli oggetti acquistati.
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