Esplosione di gas rinviato a giudizio
MONTORGIALI. Il rapporto di intervento dei vigili del fuoco e le foto dei carabineri scattate subito dopo insieme alla comunicazione della notizia di reato con le testimonianze di chi era presente...
MONTORGIALI. Il rapporto di intervento dei vigili del fuoco e le foto dei carabineri scattate subito dopo insieme alla comunicazione della notizia di reato con le testimonianze di chi era presente sono tra gli elementi di prova per i quali la Procura ha chiesto il processo per Emanuele Caselli, 64 anni, di Scansano, per l’esplosione causata da una fuoriuscita di gas a Bivio Montorgiali.Era il 30 ottobre 200. Era crollata una parte dell’edificio di via Bixio, un’anziana (Silvana Tarassi, di cui Caselli è nipote) era rimasta ustionata al volto mentre accendeva il fornello.
Il gup Bilisari ha accolto la richiesta e ha rinviato a giudizio l’imputato, fissando la prima udienza per il 27 settembre davanti al giudice Muscogiuri (difesa Torlone). Delitto colposo di danno l’ipotesi di accusa nei confronti dell’uomo: imprudenza, negligenza, imperizia. Secondo l’imputazione, l’incidente sarebbe avvenuto nel corso di una prova di funzionamento dell’impianto di alimentazione e distribuzione gpl della palazzina. La fuoriuscita di gas sarebbe avvenuta dall’estremità del flessibile e dalla sua propagazione sino a causare l’esplosione. Sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, nel corso dei lavori per l’installazione dell’impianto di riscaldamento Caselli avrebbe escluso il collegamento del piano cottura della cucina dalla derivazione della tubazione di adduzione principale del gpl e avrebbe causato così la fuoriuscita da cui era derivata l’esplosione. Le conseguenze lesive avevano interessato, oltre alla signora Tarassi, altre due donne. (p.s.)
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