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«Vas, il parere finale torni alla politica» La mozione di Savelli
L’ex assessore all’ambiente dell’Unione chiede la modifica «Adesso è in mano al nucleo tecnico, non alla Giunta»
AMIATA. Che i politici comincino a riappropriarsi dei loro compiti, per dare nuova dignità all’agire politico. Questo, in buona sintesi, il messaggio che arriva all’Unione dei comuni Amiata grossetana dall’ex assessore all’ambiente, il seggianese Simone Savelli, che cita pure Benedetto Croce quando annotava che «senza politica nessun proposito giunge alla sua pratica attuazione».
Lo spunto di quello che Savelli vorrebbe fosse un dibattito vero e proprio in sede consiliare di Unione, si specifica in una mozione presentata dallo stesso ex assessore per la modifica della procedura Vas (valutazione ambientale strategica) e per l’attribuzione dei compiti di autorità competente alla giunta dell’Unione dei Comuni.
«La mozione - spiega Savelli - riguarda la richiesta di modificare l’attuale procedura di gestione della Vas che a mio avviso attribuisce in maniera erronea al nucleo tecnico di valutazione anche l’autorità competente, ovvero l’autorità per emettere il parere motivato finale che invece, secondo me, dovrebbe essere di competenza della Giunta dell’Unione».
Infatti all’interno della procedura sulla Vas prevista dal regolamento dell’Unione, «è stato, a mio avviso erroneamente, attribuito al Nuv (nucleo unico di valutazione) - prosegue Savelli - cioè alla parte tecnica, anche il ruolo di autorità competente che invece non gli spetta in quanto, per analogia con quanto avviene all’interno dell’organizzazione della Regione, tale potere dovrebbe essere di tipo politico e quindi andrebbe attribuito alla Giunta dell’Unione».
Insomma, l’ultima parola dovrebbe spettare ad un’azione politica. «Ora sono solo i tecnici che dettano legge. Siamo in un momento particolare in cui troppo spesso il politico e la politica sono visti di cattivo occhio dai cittadini e troppo spesso si tende ad emarginare o a togliere alla politica il suo ruolo. Si preferisce affidare ad un tecnico il compito di prendere decisioni difficili, ma poi non lamentiamoci dello strapotere dei tecnici o del fatto che la politica non conta più nulla».
Insomma, la politica, quella con la “P” maiuscola, deve riappropriarsi del proprio ruolo in tutti i campi, perché, come ammoniva il filosofo Benedetto Croce nel 1944 non si può «negare l’ufficio e l’importanza della politica nella vita dei popoli come degli individui», e ancora, «senza politica, nessun proposito, per nobile che sia, giunge alla sua pratica attuazione».
E infine la richiesta vera e propria della mozione: «Vogliamo dunque che a giudicare la parte ambientale dei nostri piani strutturali, dei nostri regolamenti urbanistici, dei nostri piani e programmi siano dei tecnici del nucleo di valutazione, o vogliamo che sia la Giunta dell’Unione, ovvero i nostri sindaci, ad esprimere il parere finale, dietro la semplice istruttoria del nucleo tecnico? Io propongo di optare per la seconda ipotesi, conclude Savelli, opto cioè per la via che restituisca ai politici la loro dignità e il loro potere decisionale».
Così forse la Giunta dell’Unione sarà l’organismo competente in tema di Vas e per l’istruttoria, la valutazione e la verifica ci si avvarrà del nucleo unico di valutazione.
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