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Nuovi dissuasori contro la pesca a strascico

Nuovi dissuasori contro la pesca a strascico

SCARLINO. Aumentare i dissuasori per la pesca a strascico e utilizzare i soldi delle multe per un progetto di isole sommerse. L’idea è stata illustrata ed approvata dall’assemblea generale degli...

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SCARLINO. Aumentare i dissuasori per la pesca a strascico e utilizzare i soldi delle multe per un progetto di isole sommerse. L’idea è stata illustrata ed approvata dall’assemblea generale degli operatori e dei residenti del Puntone, riuniti per discutere della situazione generale della frazione e delle problematiche della pesca professionale.

L’incontro, andato in scena alla sala Auser, ha visto la partecipazione del sindaco Maurizio Bizzarri, del comandante della capitaneria di porto Rossano Giannoccaro e dei componenti la Consulta del Mare del Comune di Scarlino, oltre ai pescatori del Puntone, i fruitori dei posti barca della Fiumara e del Porto, la Promomar, i residenti, gli operatori economici e turistici.

La parte relativa ai pescatori professionisti ha fatto emergere una problematica sul rispetto della convenzione che regola gli spazi lungo la Fiumara, problematica rinviata ad ulteriori riunioni specifiche.

La consulta ha poi approvato un documento relativo ai dissuasori contro la pesca a strascico, fatto proprio anche dall’amministrazione comunale: in pratica, nonostante l’Arpat abbia già rassicurato anche pochi mesi fa sulla effettiva posa dei dissuasori come da progetto originario del 2004, la consulta è tornata a chiedere agli organi competenti un nuovo controllo sistematico su tutti i dissuasori per verificarne l’esistenza ed il posizionamento.

La richiesta più importante va però nella direzione di un ampliamento della presenza di dissuasori, con l’ipotesi di un nuovo e più sostanzioso progetto che finalmente possa ottenere l’effetto voluto, utilizzando inoltre le cifre riscosse dalle multe per infrazioni alla pesca per la creazione di vere e proprie isole sommerse all’interno delle tre miglia.

Infine la consulta ha richiesto la possibilità dell’affondamento, previa opportuna bonifica, di navi e pescherecci, relitti metallici o cemento armato sempre all’interno della fascia di rispetto.

Gli interventi permetterebbero, secondo la consulta, all’ambiente marino di arricchirsi di flora e fauna aumentando anche l’interesse per il diving ed il turismo subacqueo.

Sempre in ambito di pesca professionale, i pescatori hanno suggerito di poter utilizzare il materiale proveniente dal pontile Barani abbattuto a Piombino come ulteriori dissuasori all’interno del Golfo iniziando quindi una collaborazione fra enti e privati per “fare sistema” e portare le rispettive conoscenze finalizzate alla salvaguardia ed al miglioramento dell'ambiente marino. Un modo questo per evitare nuove spese e allo stesso tempo mettere in sicurezza il comparto della pesca, con l’utilizzazione di metodi che servono a tutelare un settore importante dell’economia del mare.

Michele Nannini

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