Il presidio
Nella crisi più abitanti ma i giovani fuggono
ARCIDOSSO. Il sindaco di Arcidosso Emilio Landi ha consegnato al prefetto di Grosseto Valentini, una memoria scritta che fotografa la situazione del comune di Arcidosso in tempi di crisi. Un quadro...
ARCIDOSSO. Il sindaco di Arcidosso Emilio Landi ha consegnato al prefetto di Grosseto Valentini, una memoria scritta che fotografa la situazione del comune di Arcidosso in tempi di crisi. Un quadro che è stato condiviso quasi del tutto anche dalla minoranza arcidossina, che con Landi ha sottolineato le eccellenze e le risorse del territorio comunale, ma anche i pesanti problemi che vi sono in un momento di grave crisi occupazionale ed economica.
Landi ha cominciato dal cuore ambientale e culturale della comunità, in cui spiccano le eccellenze dei castelli medievali, l’ambiente, i parchi e la storia. Con una popolazione dal 2003 in crescita: «Grazie ai 650 immigrati di 35 nazionalità», ha evidenziato Landi.
E poi 30 associazioni di volontariato, alberghi e strutture pubbliche, comprese scuole e impianti sportivi. Arcidosso fa parte dell’Unione dei comuni con altre 7 realtà, ha detto, con un lavoro molto avanzato in tempi veloci per i servizi associati di cui sono in corso quello di polizia e di committenza unica per le imprese.
Ma è l’economia la patata bollente del comune, in cui vi sono «casi meno eclatanti di altre realtà, ma dove c’è la grande piaga dei giovani che non riescono a trovare lavoro, nemmeno saltuario. La montagna che una volta attraeva centinaia di persone, per lavorare nell’agricoltura, nel bosco, nell’edilizia, oggi, ha rimarcato Landi, non c’è più. I nostri uffici e quelli dei servizi sociali sono ormai continuamente presidiati da persone e famiglie che non riescono più ad andare avanti».
Il sindaco, abituato da sempre a dire le cose come stanno, afferma che la situazione è complessa e pesante e che ci «vuole uno sforzo congiunto per dare una spallata. Elementi di fiducia e di sviluppo, ci vogliono» ha ribadito Landi, che ha, in conclusione, additato tre possibili strumenti per fronteggiare la crisi: «La risorsa geotermica, ha detto, può essere un elemento propulsivo, così come il teleriscaldamento, il cui utilizzo potrà essere un volano importante se sapremo impegnare il gestore in attività di sviluppo imprenditoriale sul territorio. Con l’accorgimento che la risorsa geotermica va monitorata con un osservatorio-controllore».
E infine Landi ritiene indispensabile l’approvazione velocissima del regolamento urbanistico per una ripresa dell’edilizia e inoltre: «Il patto di stabilità è un assurdo freno all’economia. Non chiediamo di indebitarci ma almeno di spendere le risorse disponibili».
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