Il presidio
Aneurisma o infarto: la Procura ordina l’autopsia per Andrea Nencini
Il cicloamatore era in regola con le certificazioni mediche. Il cordoglio dei vigili del fuoco e dei dirigenti sportivi
GROSSETO. Quante volte ha sorriso Andrea? Decine, centinaia ogni anno. Ogni volta che tagliava per primo il traguardo, ogni volta che abbracciava la moglie Paola, ogni volta che giocava con i suoi due gemellini di 3 anni. Polmoni d’acciaio, passione infinita, muscoli allenati. Lui, la bicicletta e il suo sorriso erano una cosa sola. E anche ieri, steso sul tavolo dell’obitorio, la sua espressione era serena: il volto era disteso, come se niente avesse turbato la sua tranquillità di fondo, come se non fosse avvenuto niente.
Poche ore prima, invece, Andrea Nencini, vigile del fuoco discontinuo, ciclista amatoriale dopo un passato da professionista, aveva chiuso gli occhi per l’ultima volta. Si è accasciato senza un grido, senza un lamento. La bicicletta è sbandata e lui è finito poco fuori strada. Non ha più ripreso conoscenza. Ed è morto praticamente sul colpo, nonostante i soccorsi prestati da due compagni di corsa, medico e infermiere, nonostante che l’ambulanza con il medico fosse a poche decine di metri, nonostante il volo di Pegaso. E sarà l’autopsia, che il magistrato disporrà stamani, a dire perché il cuore di Andrea non ha voluto più battere. «Sento un formicolio alla gamba», aveva detto poco prima.
Quaranta anni da compiere ad agosto, in sella da quando ne aveva 5, Andrea Nencini è morto mentre stava correndo la prima tappa del 20º Giro della Maremma di ciclismo, organizzata da Ss Grosseto (la sua società), EuroTeam e Uisp. A mezz’ora dalla partenza da Roselle (avvenuta alle 9,30), mentre il gruppo era tra Ribolla e il grande rondò alla fine della dritta del Madonnino, Nencini ha perso i sensi. Non era un tratto impegnativo, dice chi c’era: e sicuramente quella leggera ascesa di poco prima non era difficile per lui che appena mercoledì scorso aveva vinto in volata - e in salita - la prima tappa del Trittico d’oro. Qualcuno gli ha tirato su le gambe, un collega infermiere professionale gli ha fatto il massaggio cardiaco. I soccorsi sono scattati nel giro di pochi secondi, e comunque l’organizzazione della gara aveva previsto ciò che c’era da prevedere. Ma non sono serviti a nulla. Sconvolti i compagni di gara, molti dei quali avevano pensato che vi fosse stata una semplice caduta. Chi ha vinto - e nel momento della caduta era distante perché nel gruppetto di dieci in fuga - non sapeva nulla: ha esultato per poi piangere quando è arrivata la notizia che Andrea era morto. La corsa, il risultato, non hanno avuto più significato. I partecipanti si sono precipitati all’obitorio, increduli. E non solo loro. Da Magliano in Toscana, dove Andrea abitava, Sono arrivati i genitori; sono arrivati i vigili del fuoco con i responsabili del gruppo sportivo; sono arrivati gli amici, i conoscenti. A turno, sono stati fatti entrare a piccoli gruppi nella sala mortuaria, mentre fuori pioveva e si rincorrevano le domande, le spiegazioni, le ricostruzioni, i ricordi: aneurisma o infarto? Sono arrivati i responsabili della Uisp, con il presidente Sergio Stefanelli che ha porto le condoglianze alla famiglia e ha promesso una vicinanza straordinaria a nome di tutto l’ente.
Anche i vigili del fuoco, anche il comandante Aquilino che è convalescente a Roma, anche Giorgio Sgherri, si sono stretti intorno alla famiglia. Dice Luca Sennati, responsabile del gruppo ciclistico del comando di Grosseto: «Domenica prossima avrebbe dovuto partecipare al nostro campionato italiano di mountain bike, alla seconda tappa di Arezzo: ma per noi adesso è solo un momento di lutto». Bicicletta (non importa se su strada o mtb) e vigili del fuoco: le due passioni di Andrea, che lascia anche uno zio caposquadra (Roberto Mazzuoli) e un cugino discontinuo (Michele). «Da dieci anni era con noi. Era il trascinatore del gruppo, che conta 15-20 ragazzi. L’ho sentito l’ultima volta venerdì sera, ci sentivamo spesso: lui era bravo, il più bravo, ma non si comportava da prima donna».
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