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Grosseto

«Innocente, ma ho perso la serenità»

«Innocente, ma ho perso la serenità»

Lo sfogo dell’ex assessore Moreno Canuti dopo il rinvio a giudizio: sono stato io a mandare gli atti in Procura

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GROSSETO. Il giorno dopo il rinvio a giudizio per corruzione che, sia chiaro, non significa assolutamente colpevolezza, l’ex assessore Moreno Canuti puntualizza la sua vicenda. Ma, al tempo stesso, da uomo che ha sempre avuto fiducia nella giustizia, di dice preoccupato: ha paura e ha perso la sua serenità.

«Non voglio usare frasi di circostanza – scrive –dette solitamente da innocenti e colpevoli, persone per bene e delinquenti, ma mi preme precisare alcune cose: non ero vicesindaco; quando si è eletti consiglieri o nominati assessori non esiste incompatibilità per il fatto che loro e/o i propri familiari siano proprietari di terreni o di edifici da recuperare nelle aree urbane: terreni che il piano strutturale approvato dal Centrodestra nel 2006 ha inserito in area urbana nell'Utoe di Batignano. Inoltre non ho mai partecipato a riunioni nelle quali si potevano prendere decisioni che potevano interessare i miei familiari; le nomine e i compensi dei consulenti dell'Amministrazionne comunale vengono fatte dai dirigenti e, a volte anche se non è dovuto, le proposte passano in giunta per una presa d'atto; non ho fatto pressioni (non è mio costume in generale) in giunta e tantomeno con i dipendenti: sollecitavo gli uffici perché si avviassero i lavori per la redazione del Regolamento urbanistico con le procedure previste dalla legge naturalmente; quando si svolge il ruolo di amministratore pubblico e ci si occupa di urbanistica si possono avere tante inimicizie politiche e personali (anche trasversali); il Regolamento urbanistico adottato non ha previsto vantaggi ai miei familiari, al contrario e probabilmente proprio per la parentela, sono state prese decisioni punitive visto che Batignano è l'unica Utoe dove non si è applicata la perequazione urbanistica: vantaggi e oneri per tutti i proprietari.

Al contrario si sono previste aree edificabili per alcuni e terreni da espropriare per realizzare opere pubbliche per altri (i miei familiari); nell'aprile 2010 quando fui accusato da un consigliere di opposizione di aver partecipato ad una decisione di giunta che riguardava terreni di mio suocero, per dimostrare la falsità delle accuse inviai tutta la documentazione alla procura della Repubblica e chiesi un incontro con il procuratore. Dopo oltre due anni mi ritrovo accusato dalla procura, anche se con motivazioni diverse. Rimanderei gli atti in procura? Forse no, ma questo è un altro discorso; mi sono molto impegnato in questi anni ed ho sempre avuto bisogno di sentire la stima nei miei confronti e di avere fiducia negli altri e nelle istituzioni. Oggi, a 61 anni, devono sforzarmi di cambiare e non è facile, ma per fortuna sono in pensione da tutto e cercherò di crearmi un’indispensabile barriera protettiva. Avevo fiducia nella giustizia ed ero sereno, oggi ho paura ed ho perso la mia serenità».

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