Il presidio
Sala Eden all’Uisp ma i soldi sono pochi «Vedremo che fare»
L’associazione scelta dal Comune per l’affidamento in via provvisoria. Ma forse i conti non tornano
GROSSETO. Sala Eden assegnata. Anzi, no: arriva nel pomeriggio di ieri il risultato del bando indetto dal Comune per affidare la gestione della storica balera. E tutta la faccenda, incredibile ma vero, si risolve in una non notizia. Sì, perché di fatto a spuntarla sarebbe la Uisp, ma il presidente dell’associazione, Sergio Stefanelli, gela ogni facile entusiasmo: «Certo, siamo contenti perché è la dimostrazione che la nostra realtà ha capacità e caratteristiche importanti. Come sempre, però, c’è la possibilità che uno arrivi primo nella selezione, ma comunque decida di rinunciare». È così che la sala, orfana della quarantennale gestione Bigagli, impantanata in una lunga fase intermedia fatta di annunci, buste sigillate e rinvii, rischia davvero di rimanere zitella. A volerci scherzare su – ma non troppo – potremmo dire che è un po’ come la Bella di Torriglia: tutti la vogliono, ma nessuno la piglia. E infatti furono 21 le iniziali dimostrazioni d’interesse arrivate, una dietro l’altra, in Comune. Di queste, solo due – una esclusa per vizio di forma – sono andate fino in fondo presentandosi alla fase finale, quella in cui era necessario depositare una corposa documentazione. Comunque non tutto è perduto e non è certo possibile dare per scontato che la Uisp getti la spugna. Ma prima di siglare la convenzione i vertici associativi ci vogliono pensare bene: «Sinra – prosegue il presidente Stefanelli - non abbiamo fatto neppure preventivi con ditte. Adesso ci muoveremo. Ci sarà da andare nel concreto. Certo che le difficoltà economiche si fanno sentire anche dalle nostre parti. Prima di fare altre mosse vogliamo essere certi che l’investimento vada a buon fine. Nel bando, così come era espletato, non era possibile fare valutazioni precise anche sugli eventuali lavori da fare. Lo abbiamo fatto sommariamente. Non appena l’Amministrazione ci comunicherà in modo ufficiale l’esito della gara andremo con i nostri tecnici e le imprese a valutare il tutto. Ci prendiamo qualche settimana di tempo per dare una risposta definitiva». Ma se tutto dovesse andare a buon fine cosa ne sarà della sala? «Nel caso abbiamo molte interessanti iniziative da portare avanti: dal teatro alla ginnastica, passando per le arti marziali, il ping pong, burraco e biliardino. Tutto quel che riguarda invece il ballo, il bar e il ristorante sarebbe riaffidato ad altri». Su questo punto pare impossibile escludere una collaborazione con la società Piccolo Mondo, l’altra realtà “finalista” in questa corsa all’Eden. Eppure Stefanelli non si sbilancia, limitandosi a un “vedremo” di circostanza. Prima di tutto, infatti, ci sarà da capire se la Uisp, dopo aver strizzato l’occhio alla balera, sceglierà di tirarsi indietro. Per convolare a nozze, è risaputo, ci vogliono diversi quattrini tra le mani. E di questi tempi, e – qualcuno dice – con quelle regole dettate dal bando (che vorrebbero prediligere l’aspetto sociale, ma allo stesso tempo spuntare un canone di tutto rispetto), non è cosa semplice. È così che pare destinata a proseguire la novella della Bella di Torriglia: ne aveva ventuno in fila alla sua porta. Speriamo non resti zitella a vita.
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