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Resti umani a Niccioleta vicino al fucile di Nucci
Qualche mese fa fu scoperta l’arma e poco distante i vestiti del boscaiolo Ora serve l’analisi del Dna per comparare il profilo genetico dell’uomo
MASSA MARITTIMA. C’è voluto quasi un anno per sapere che le tracce rilevate su un paio di mutande ritrovate nel bosco erano quelle che indossava Daniele Nucci il giorno della sua scomparsa da casa, da Braccagni, il primo maggio dell’anno scorso. Ora ci vorrà altro tempo per capire se quell’osso scoperto da suo cugino a Croce alla Selva, appartiene al quarantasettenne. Un’ipotesi verosimile, dopo gli ultimi ritrovamenti proprio nella stessa zona: a Croce della Selva, nella macchia impervia di Niccioleta, dove l’uomo spesso andava per lavoro. Lui che faceva il boscaiolo, quella zona la conosceva bene. E sapeva anche bene che essere ritrovato lì sarebbe stato difficile per tutti. Da oggi i carabinieri, insieme ai vigili del fuoco e alla protezione civile si metteranno di nuovo a cercare. Così come hanno sempre fatto i suoi parenti, quelli che domenica pomeriggio stavano scandagliando la macchia quando hanno visto quell’osso affiorare dalle foglie. Era sotto un po’ di terriccio, era ricoperto dalla vegetazione più bassa. Ma c’era.
Appena il cugino di Nucci ha visto di cosa si trattava ha chiamato subito i carabinieri di Massa Marittima che sono andati fino a Croce alla Selva. Una tibia, forse un perone.
Un osso lungo e affusolato che però deve essere sottoposto ad ogni tipo di accertamento: per prima cosa bisogna infatti capire se quell’osso possa essere davvero di una persona o se invece non sia di un animale.
A occhio nudo, questa valutazione, sembra impossibile da fare. Poi ci sarà da comparare il dna con quello che è stato prelevato dalle mutande del quarantasettenne.
Di tracce, in quel bosco, ne sono state trovate diverse. Gli abiti, ripiegati e messi uno sopra l’altro non lontano da un albero dove probabilmente Nucci si è appoggiato prima di spararsi un colpo alla testa.
Il suo fucile non era troppo distante dal punto in cui due giorni fa è stato ritrovato l’osso.
I suoi amici e i suoi parenti non si sono mai arresi e hanno sempre continuato a cercare. La loro speranza era quella di trovare qualcosa, almeno una traccia, che chiarisse un mistero che in quasi due anni non è stato possibile risolvere. E che ora potrebbe realmente arrivare a una svolta.
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