Italia
Riapre l’albergo di Albinia Una speranza oltre il fango
L’hotel Corallo, l’unico all’interno del paese, il 12 novembre finì sott’acqua il secondo battesimo, figlio di un mutuo e della voglia di non arrendersi
ALBINIA. C’è un piccolo albergo di Albinia che è rinato sotto al diluvio: è l’hotel Corallo, in via Paolieri, un “tre stelle” a conduzione familiare. Buffet, tartine e spumante hanno salutato il suo risveglio insieme ai vari “angeli del fango”, gli albiniesi che hanno dato man forte in questi mesi per riaprire le sue porte. Un’azienda guidata negli anni con impegno e sacrificio da una coppia di coniugi, Tamara Sebastiani e Carlo Cerri, fino al giorno in cui tutto è finito sott’acqua. Il giorno del disastro, il 12 novembre del 2012.
Le sue 25 camere attrezzate di tutti i comfort, il piano terreno, le attività, i servizi: se non tutto, molto sparisce sott’acqua per quattro mesi. L’hotel entra in un limbo, ed è l’unico albergo attivo nella frazione (gli altri sono fuori, nell’Aurelia). I titolari hanno fatto i conti fino a ieri con l’alluvione, spalando acqua e fango. «Le pareti hanno continuato a sputare umidità pure in questi giorni. Abbiamo avuto problemi enormi - dice esasperata la titolare Tamara - Era tutto allagato fino al primo piano, reception, magazzini, hall, lavanderia, garage: tre metri e mezzo d’acqua. Abbiamo dovuto rifare ogni cosa, tranne nelle camere che per fortuna erano al piano rialzato. Abbiamo calcolato 280mila euro di danni: mobili, caldaia, impianti, tutto», racconta Tamara aspettando l’arrivo degli albiniesi al rinfresco.
«Non certo una grande cerimonia - dice - ma una cosa piccola per ringraziare chi ci ha aiutato». E dato il tempo, qualcuno la vede come un momento-simbolo, una sfida: se l’alluvione ha messo ko l’azienda, è ancora sotto il diluvio che si torna alla vita. «Anche oggi piove a dirotto, l’acqua non ci ha mai dato tregua, neppure in queste ore, ma noi ci proviamo».
Piove forte sulle strade, sui campi rimasti sempre allagati dove le aziende agricole faticano a risollevare la testa. Campi intrisi di acqua e melma dove le ruspe non riescono ad arrivare per togliere il fango perché (paradosso) c’è ancora troppo fango. Ma piove anche dentro, nella frazione, dove eppure le cose vanno meglio. L’acqua per strada è in parte drenata; ma certo il diluvio e il maltempo di questi mesi – sia nell’arteria principale Maremmana che nelle vie collaterali - non sta dando una mano. «Per ripartire - conclude la proprietaria - abbiamo preso soldi che le banche hanno messo a disposizione alle aziende: 50mila euro di mutuo, ne abbiamo usufruito. Ora speriamo di ripartire: rimbocchiamoci le maniche e speriamo di rialzare la testa con i clienti il prima possibile. Altro non si può fare».
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