Meteo
Boom di medici obiettori «Ma la 194 va rispettata»
Interruzione di gravidanza: Lucia Matergi invita l’assessore regionale a tutelare anche le donne che intendono abortire e tutti gli operatori sanitari
FIRENZE. «Gli uffici regionali effettuano un costante monitoraggio sulla corretta applicazione della legge 194. L’ultima rilevazione conclusa per l’anno 2011, evidenzia come su base regionale i medici ginecologici non obiettori in ospedale sono 116 a cui si aggiungono 82 ginecologi operanti nei consultori e 13 in formazione specialistica. Tali numeri, delineano una accettabile copertura del servizio sul territorio».
Così l'assessore regionale Luigi Marroni ha risposto ieri in aula all’interrogazione sulla corretta applicazione della legge 194/1978 (la legge sull’aborto), firmata da alcune consigliere di maggioranza tra le quali Lucia Matergi.
L’assessore ha confermato inoltre la volontà di assicurare l’accesso al servizio «anche ricorrendo a specifiche azioni per una regolare esecuzione degli interventi di interruzione volontaria della gravidanza. Tra questi, Marroni ha citato la «redistribuzione del personale non obiettore tra presìdi». In tutti i casi la questione sarà oggetto di un incontro con le direzioni sanitarie aziendali in cui, sulla base dei dati del 2012, «sarà possibile condividere eventuali soluzioni per situazioni che dovessero configurarsi critiche».
«Le donne toscane _ spiega Lucia Matergi _ in linea con il trend nazionale ricorrono meno allinterruzione di gravidanza, salvo le straniere, che spesso utilizzano ancora l'aborto come strumento di controllo delle nascite. Anche su questo piano ci pare indispensabile intensificare l'azione di informazione e sensibilizzazione. Ma la questione su cui si concentrava la nostra interrogazione riguarda gli operatori preposti al percorso, tra i quali il numero degli obiettori cresce a ritmo allarmante (siamo a circa il 70%), mettendo in crisi in molti casi il sistema di cura delle donne. Non si tratta di mettere in discussione il diritto all’obiezione di coscienza. Ma deve essere ugualmente assicurato l'accesso alle donne a quanto previsto dalla legge, evitando tutto quanto può aggravare una loro situazione di oggettiva fragilità, relativa ad un evento doloroso e difficile. Tempi e professionalità devono essere garantiti, senza che di questo debbano fare le spese le operatrici e gli operatori non obiettori, sempre meno numerosi, che oggi in molte realtà anche della Toscana si vedono relegati a svolgere quasi esclusivamente questo compito, con grave danno professionale e psicologico. La 194 _ dice Matergi _ è una buona legge che ha prodotto tra i suoi risultati un sensibile abbassamento dei numeri degli aborti volontari, merito dell'informazione alle donne, capillare già dagli anni successivi alla promulgazione della legge, oggi purtroppo meno sistematica di quanto sarebbe necessario. Prendiamo atto _ conclude _ dell’intenzione dell’assessore Marroni di intervenire. Ci auguriamo che le buone intenzioni si traducano presto in decisioni operative».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
